Amazon, App Store, icloud, iPod, vendite: Apple cade dalle nuvole!

Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Qualche giorno fa, Apple ha festeggiato il superamento dei 15 miliardi di App scaricate dal suo Store online. L’azienda di Cupertino non si è risparmiata in proclami e ringraziamenti, elogiando i propri prodotti e gli sviluppatori che hanno consentito questo traguardo.
Ma non è tutto oro ciò che luccica… Tra numeri, contenziosi legali pendenti e qualche scelta non perfetta, Apple sembra non attraversare un periodo brillantissimo. Vediamo di analizzarne i perché…

 

Una questione di numeri…
Tra le maglie dei numeri si cela però quello che sembra essere il vero problema di Apple. il mercato mobile sta mantenendo le promesse di crescita.
Per il 2015, ci si attende una crescita di circa il 20% nella vendita dei dispositivi mobili. Di questa torta, ad Apple toccherà circa il 15%, quota simile a quell’attuale, ma che vede un aumento di circa il 19% di device venduti dalla casa guidata da Steve Jobs.

Le previsioni, che sembrano essere confermate, dicono anche che sarà Android a giocare il ruolo più importante, con una quota del 45% che farà crescere le vendite di device basati sull’OS Google di circa il 24% rispetto a quelle attuali. Il successo di Android sembra al momento inarrestabile, tanto che ha rovinato un po’ i festeggiamenti in casa Apple per quanto concerne le applicazioni scaricate.

Apple App Store

Le previsioni di forte crescita dei dispositivi Android, rispetto a quella consolidata dei suoi device, rovinano ad Apple la festa per il superamento della quota 15miliardi di App scaricate.

Sì, perché ciò che emerge dai dati delle vendite e dei download, per device iOS, è l’assestamento della crescita, costante ma debole. In pratica, il mercato Apple è vicino a ciò che si definisce, in economia, il raggiungimento della saturazione. Non è un dato negativo, ma significa che Apple ha un determinato mercato: non perde quota, ma non guadagna. Almeno per il momento…

I dati di vendita dicono anche che Windows Phone 7 è in continua crescita, con numeri che migliorano giorno per giorno. Siccome il numero di dispositivi venduti non è infinito, se crescono Android e WP7, sappiamo che a farne le spese sarà principalmente Symbian, ma è lecito interrogarsi sul fatto che anche Apple possa subire un’erosione della sua quota? I numeri attuali sembrano smentire questa ipotesi, per il futuro vedremo.

A salvare Apple, paradossalmente, sembra poter essere Microsoft, che sta combattendo una dura battaglia contro i produttori di smartphone Android per farsi riconoscere delle royalty, cosa che le è già riuscita con HTC, che pagherà a Microsoft 5$ per ciascun device Android venduto. Microsoft è ora all’attacco di Samsung, alla quale ha chiesto ben 15$ a dispositivo. C’è ancora in sospeso il contenzioso con i produttori di dispositivi per Amazon… Per Android, l’azione Microsoft può rappresentare un freno importante. E’ vero anche che se il sistema piace agli utenti, si continueranno a vendere smartphone Android indipendentemente da questo balzello aggiuntivo.

 

Apple in crisi con la giustizia…
Altri problemi per Apple arrivano dalla giustizia. Nel mese di marzo scorso, Apple aveva presentato un’ingiunzione contro Amazon per l’uso del termine “App Store“. Amazon è partita poi al contrattacco, sostenendo che il termine “App Store” è troppo generico. La nostra posizione si collocava a metà strada tra i due litiganti, cercando di sostenere le ragioni dell’uno e dell’altro. Ebbene, sembra che il giudice abbia optato per la stessa misura. In definitiva, pur riconoscendo ad Apple la paternità del termine, il giudice esclude che il successo del servizio possa essere attribuito solo all’uso di tale termine, ritenuto comunque generico e non in grado, da solo, di motivare il successo di esercizio. Sintetizzando, Amazon (e chiunque altri) potrà tranquillamente continuare ad utilizzare la denominazione.

Amazon Appstore Android

Amazon, così come chiunque altri, può continuare tranquillamente ad usare il nome "App Store" per il suo market place di applicazioni Android. Una sentenza ha infatti negato la richiesta di ingiunzione inoltrata da Apple presso un tribunale americano.

Non è finita. Da Appleinsider si apprende che una giuria federale si è pronunciata contro la casa di Cupertino per violazione di due brevetti che riguardano l’uso delle playlist nel suo  iPod.
Conseguenza di tale pronunciamento è la condanna di Apple ad un risarcimento di 8milioni di dollari nei confronti di Personal Audio che, nel 2009, aveva denunciato l’azienda di Jobs per violazione dei suoi brevetti. Altro smacco per Apple.

Considerando che Apple ha una serie di contenziosi aperti, con Samsung in primis, è lecito aspettarsi che la casa di Cupertino possa rimediare ancora qualche sonora sberla sul fronte legale…

 

Apple cade dalle nuvole!
Era stato annunciato in pompa magna, durante il WWDC 20011, il nuovo servizio iCloud, mossa che seguiva gli accordi raggiunti da Apple con le quattro più importanti major discografiche al mondo. Doveva rivoluzionare il mondo dell’ascolto e dell’acquisto di musica e invece… gli utenti sembrano delusi, soprattutto per l’assurda costrizione, da parte del sistema, di scaricare sul device il brano per poterlo ascoltare: assurdo!

Anche se iCloud è ancora in fase di test, da questo punto di vista gli avversari, Google e Amazon, sono già una spanna sopra. E’ vero che iCloud permette di risparmiare il tempo di caricamento dei brani, già presenti su iTunes, ma gli utenti Google e Amazon, una volta effettuato l’upload dei loro brani, possono contare su una sincronizzazione perfetta con tutti i device utilizzati e possono ascoltare i brani senza prima doverli scaricare, cosa che possono comunque fare.  Il paradosso è che il servizio di Amazon funziona benissimo anche su dispositivi iPhone.

Spotify

Spotify, forte dell'enorme successo ottenuto in Europa, si apresta a scompigliare i piani di Amazon, Google ed Apple per la distribuzione di musica in the Cloud...

Apple avrà comunque il tempo per sistemare alcune imperfezioni e migliorare il servizio offerto. Ciò che le sarà difficile ingoiare, invece, è lo sbarco di Spotify sul mercato americano, dopo l’enorme successo riscosso in Europa. Il servizio ideato in Svezia, ancora non disponibile in Italia, permette attualmente l’ascolto di oltre 13 milioni di brani senza bisogno di scaricare nulla.

Spotify è gratis, con alcune limitazioni: ascolto di messaggi pubblicitari e limite di 20 ore di ascolto mensili, sulla musica che non si possiede. Per  togliere le limitazioni e permettere persino il download, si accede con un abbonamento che ha un costo variabile tra 5 e 10 sterline al mese.

Spotify non è certamente un sistema perfetto, come d’altro canto non lo sono ancora quelli di Apple, Amazon e Google, ma promette già di sbaragliare le condizioni del mercato della musica sull’intero pianeta…

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

4 Commenti

  1. gmx

    Ma prima di scrivere un articolo bisognerebbe sapere quello che dice.
    Mi spiega l’autore dove sono i dati di crescita di WP7 ???? Sta diminuendo spaventosamente!
    Poi che c’entra che il mercato cresce del 20 e Apple del 15 ??
    Quel 20% se lo devono spartire una 20ina di aziende.
    Che c’entra che i brani si possono ascoltare on-line con il servizio amazon ? E se sono in metropolitana o per strada come l’ascolto la musica con un device portatile ?
    Non commento oltee è veramente sconclusionato!

  2. johnny

    Anche se non sono totalmente d’accordo con alcune cose scritte, devo dirti GMX che anche tu dovresti leggere prima di sparare i tuoi commenti…
    I dati di cresc ita di WP7 li ha resi pubblici Microsoft basandosi sulle analisi di accesso a Facebook, il che non è una statistica ufficiale ma rende bene l’idea (http://www.wpmitalia.com/2011/04/22/windows-phone-7-supera-il-mezzo-milione-di-utenti-al-mese-che-utilizzano-facebook-con-una-crescita-maggiore-di-android/p=10568)
    Riguardo alla crescita del Mobile, se guardi la tabella (http://www.pctuner.net/blogwp/2011/04/mercato-smartphone-google-android-e-ne-sara-il-dominatore/) vedrai che vi sono scritte le percentuali di cresita stimate per ciascun OS. Questa ricerca è IDC, il che significa che i dati parlano da sé.
    Sul discorso si Amazon e Google, vorrei ribadire alla tua attenzione che questi sistemi permettono il download sui dispositivi. Il fatto che tu possa ascoltare online, senza bisogno di scaricare il brano, è un dippiù che attualmente Apple non permette. Poi magari a te non serve, ma è un altro discorso…

  3. rob

    lol il classico fan boy che sa tutto asd
    se l’hanno scritto avranno preso le info da qualche parte no?
    Secondo : non c’è alcun dubbio che android si stà diffondendo molto velocemente perchè è un sistema aperto e non chiuso come IOS (e te lo dice uno che ha un iphone 3gs)
    Secondo : esistono abbonamenti per internet dei cellulari che sono quasi “obbligatori”; quindi l’affermazione Che c’entra che i brani si possono ascoltare on-line con il servizio amazon ? E se sono in metropolitana o per strada come l’ascolto la musica con un device portatile ? non ha senso e c’è scritto che si possono pure scaricare. Quindi evita di farti venire un embolo perchè non si loda apple tutte le volte -.- (incronizzazione perfetta con tutti i device utilizzati e possono ascoltare i brani senza prima doverli scaricare, cosa che possono comunque fare.) asd

  4. Amazon, App Store, icloud, iPod, vendite: Apple cade dalle nuvole! | _INFORMARMI Titles Directory

    [...] http://www.pctuner.net/blogwp/2011/07/amazon-app-store-icloud-ipod-vendite-apple-cade-dalle-nuvole/ [...]

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati