AGCOM: La “rivolta” ha davvero strappato il bavaglio?

Web e Business     Autore: Rocco Sicoli Aggiungi un commento

Logo notte del Web

Ecco il logo realizzato per promuovere in Rete, la notte di protesta contro il vecchio provvedimento AGCOM


La risposta è no, alla faccia della suspence, e di chi pensa che il provvedimento sul diritto d’autore diramato dall’AGCom sia qualcosa di “positivo”. Certo non è quello scandaloso con cui l’autorità si arrogava il diritto di fare da pubblico ministero, giudice e giurato, ma non è nemmeno una “leggina” soft come molti oggi la vogliono far passare; questo lo dico chiaramente pensandola allo stesso modo di quanto detto su PuntoInformatico. La norma approvata dall’AGCom lascia troppi punti oscuri e alla fine non fa nè l’interesse di chi crea materiale e lo vuole giustamente proteggere, nè di chi invece vive la rete come un mondo senza regole in cui tutto deve essere consentito, in nome di una libertà che troppo spesso viene confusa con il libertinaggio. Anche perché alla fine, a leggere tra le righe delle decine di articoli presenti in rete su quanto accaduto, l’autorità garante non dovrebbe legiferare sul Web, ma solo in merito al materiale audio/video (che al momento è anche parte del Web, e qui scatta una sorta di conflitto d’interessi).

L’unico raggio di luce che intravedo nelle tante norme è l’introduzione del “fair use”: finalmente non si dovrà più aver paura di linkare un video sul proprio blog personale, oppure, di usare uno spezzone di una canzone per accompagnare il video da far vedere ai ragazzi del gruppo scout, un piccolo passo per il copyright, un grande passo culturale per noi italiani. Dopodiché, tornando a leggere le altre norme, l’AGCom si limiterà ad essere quella che deve: un’autorità garante; che dovrà segnalare eventuali abusi su materiale protetto da diritto d’autore ai siti “denunciati” per non aver rispettato tale diritto. Tutto il resto non fa altro che aumentare la confusione da una parte e lasciare spazio (cosa che sarebbe anche giusta) al legislatore per regolamentare l’uso del Web, evitando alcuni eccessi che danneggiano la proprietà intellettuale in ogni sua forma.

Corrado Calabrò PResidente AGCOM

Corrado Calabrò, presidentei di AGCOM ha così commentato: “Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria"


La paura e il dubbio sono però alimentati proprio da questa possibilità, non essendo infatti il Parlamento, soprattutto per ovvi limiti anagrafici dei nostri politici, formato da uomini e donne con un’ampia cultura 2.0, in grado di comprendere appieno la rete e le sue dinamiche, che con l’avvento dei social network e l’aumento dell’alfabetizzazione informatica tra la popolazione, sono in costante e repentino cambiamento, e dunque, difficili da imbrigliare in leggi statiche come quelle vigenti, che si rifanno a norme di periodi in cui Internet sarebbe sembrato lo sbarco sulla Luna e la “rete senza fili” un’eresia.

Insomma, la rete non è ancora salva e con essa tutti noi, che possiamo incappare in qualche cavillo capace di farci passare guai serissimi. Non resta che sperare che questi 60 giorni di pubblica esposizione della norma, prima della definitiva approvazione, portino dei miglioramenti, magari ascoltando persone che vivono la rete quotidianamente e che di dinamiche, che ormai non si può non definire sociali, hanno una chiara visione. Alla fine basterebbe solo accettare che la rete è un altro “mezzo di comunicazione” aperto a tutti, che così come la voce, il gusto e il tatto va educato sin dalla nascita per riconoscere le cose buone e quelle cattive. Democraticamente la vedo così, bisogna tutelare tutti al meglio dei modi e degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione, senza limitare la libertà del mezzo che ci consente ogni giorno di crescere e confrontarci con realtà, che fino a 10 anni fa sarebbero state impossibili da conoscere.

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2 Commenti

  1. G.B.

    mi è sembrato un ottimo articolo con una giusta visione delle cose

  2. AGCOM: La “rivolta” ha davvero strappato il bavaglio? | _INFORMARMI Titles Directory

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