AGCOM bocciata dall’Europa sulle tariffe di terminazione mobili

Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

In un precedente post, avevamo parlato del piano, da parte dell’AGCOM, per la riduzione delle tariffe di terminazioni mobili, ossia il costo per minuto che un operatore di telefonia deve ad un altro quando la chiamata di un proprio cliente interessa il numero di un utente afferente all’altro operatore.

Il Commissario Viviane Reding aveva duramente bacchettato AGCOM riguardo alle tariffe praticate in Italia. Dopo una denuncia presentata dagli Internet Provider italiani, AGCOM aveva elaborato un piano di riduzione, da attuare tra il 2012 e il 2015, per allineare le tariffe sulla base di quelle vigenti nel resto dell’Europa.

Altroconsumo  ha recentemente chiesto l’intervento della Commissione Europea per fare sì che l’AGCOM riveda la sua proposta adottando un percorso di riduzione più veloce e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il mese Gennaio del 2012 per l’introduzione dei primi tagli.

Corrado Calabrò

Sarà una lunga estate calda per Corrado Calabrò, Garante per le Telecomunicazioni, a seguito della missiva da parte della Commissione Europea che chiede di rivedere, al ribasso e stringendo fortemente i tempi, il piano di riduzione proposto da AGCOM...

Come sottolineato da Pierani, responsabile delle Relazioni Istituzionali per Altroconsumo, nel suo Blog, la Commissione ha accolto le richieste dell’associazione con una sonora bacchettata all’AGCOM.

Nella comunicazione, la Commissione Europea segnala il ritardo nell’implementazione del valore LRIC, richiamando l’Autorità al fatto che il “glide path” (il percorso di riduzione) dovrebbe terminare entro il 31/12/2012 e non nel mese di Luglio 2015 come proposto da AGCOM.

Ad AGCOM si contesta il fatto che i valori proposti per l’intero percorso siano elevati e al di fuori dell’orientamento al costo e media europei, chiedendo di fissare un nuovo “glide path” entro il 31/12/2012 e limitando il numero di “step” (passi). Infine, è chiesta l’abolizione di asimmetria che riguarda l’operatore H3G.

Come scrive Pierani, si spera ora che AGCOM tenga in “adeguata considerazione” gli appunti rilevati dalla Commissione. Pur trattandosi di un costo tra operatori, infatti, le tariffe di terminazione hanno un’incidenza elevata su quanto pagato dall’utente finale, costituendo la causa primaria dell’elevato costo delle telefonate tra rete fissa e reti mobili.

L’anomalia tutta Italiana, per l’ennesima volta, è sempre quella che a difendere gli interessi dei consumatori non sia l’autorità statale predisposta a tale scopo (AGCOM in questo caso), e che solitamente fa largamente gli interessi delle aziende, ma che tale difesa debba giungere sempre e solo dall’Europa.

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Un commento

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