Tariffe di terminazione: per TIM, Vodafone, Wind e H3G è la fine della pacchia

Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Dopo che gli Internet provider italiani si sono rivolti all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per chiedere la riduzione delle tariffe di terminazione mobili, il Garante ha appena approvato il nuovo percorso di riduzione tariffaria (glide path) per gli operatori mobili, che andrà in vigore da Gennaio 2012 a Dicembre 2015. Nella sua decisione, il Garante, ha voluto seguire le raccomandazioni, dopo la proposta di riforma della regolamentazione del settore, con cui la Commissione Europea ha inteso rafforzare da un lato la concorrenza e gli investimenti, cercando di creare un mercato unico delle telecomunicazioni nella Comunità, dall’altro dare ai consumatori dei servizi fissi, mobili e Internet maggiori diritti e una migliore scelta.

In questi due ultimi anni, si è discusso su come trovare il giusto equilibrio tra gli interessi degli operatori e le ragioni della Commissione. Il punto centrale della discussione erano le tariffe di terminazione, aspetto poco noto ai consumatori, ma fondamentale per l’economia delle società di telecomunicazione.

La terminazione è il servizio con cui un operatore “consegna” ad un suo cliente una chiamata che proviene dalla rete di un altro operatore, fisso o mobile che sia.  Le tariffe di terminazione sono dei costi (all’ingrosso) che gli operatori praticano l’un l’altro per la connessione delle chiamate sulle rispettive reti e che, naturalmente, influenzano i prezzi finali di tali servizi.

 

Viviane Reding

Il Commissario Viviane Reding aveva duramente bacchettato l'AGCOM riguardo alle tariffe di terminazione mobili praticate in Italia

 

Il Commissario Europeo Europeo per Information Society e Media, Viviane Reding, aveva bacchettato l’AGCOM sulle tariffe di terminazione mobile sottolineando, in un’intervista ad Altroconsumo, che le riduzioni previste erano insufficienti. «Le Autorità di regolazione nazionali in molti Stati membri sono state molto generose nel regolamentare le tariffe di terminazione mobile, accettando in sostanza valori più elevati per le terminazioni mobili che per quelle fisse. Questo poteva essere giustificato dieci anni fa, quando le reti mobili erano piuttosto nuove e avevano bisogno di un certo supporto regolamentare. Oggi, invece, quello delle comunicazioni mobili è un mercato ormai maturo».

Per questi motivi la Commissione europea aveva deciso di ridurre le tariffe di terminazione mobile del 70% entro il 2011. «Ciò significa che i consumatori in Europa risparmieranno sostanzialmente su tutte le chiamate alle reti mobili. In più, i consumatori trarranno giovamento dallo sviluppo e l’ammodernamento delle reti fisse e a banda larga, poiché l’investimento in queste diventerà più interessante, nel momento in cui il privilegio artificiale delle reti mobili comincerà a scomparire», aveva aggiunto il Commissario Europeo.

Il calcolo del prezzo di terminazione ha rappresentato e rappresenta  tutt’ora il cuore della regolazione del settore delle TLC. Si tratta però di una complessa attività di quantificazione dei costi fissi e comuni, caratterizzanti l’offerta dei servizi, nella quale non sono stati (e non sono) pochi i tentativi di influenza da parte degli operatori coinvolti.

Le tariffe di terminazione vengono stabilite dalle Autorità nazionali di regolamentazione. Per tale motivo, nella UE, sussistono ancora forti disparità (dai 2 €cent al minuto di Cipro ai 18 €cent della Bulgaria) che la Commissione vuole eliminare “costi quel che costi”. Le tariffe di terminazione mobile, tra l’altro, sono 9 volte più alte di quelle praticate nella telefonia fissa (5,7 €cent al minuto in media per una chiamata urbana).

Attualmente, come ha sottolineato la Commissione: «Gli operatori di rete fissa e i loro clienti sovvenzionano indirettamente, per decine di miliardi di euro, gli operatori mobili, pagando tariffe sproporzionate quando dal telefono di casa chiamano un cellulare». Simili squilibri possono facilmente falsare la concorrenza, sia tra gli operatori dei diversi Paesi Ue che tra gli operatori mobili e quelli fissi, ostacolando di fatto la realizzazione di un mercato unico europeo delle comunicazioni mobili favorevole alla concorrenza e ai consumatori.

Il nuovo percorso stabilito da AGCOM prevede, per i tre principali operatori mobili (Tim, Vodafone e Wind) tariffe di 4,1 €Cent/min per il 2012; 2,6 €Cent/min per il 2013; 1,6 €Cent/min per il 2014; 0,98 €Cent/min per il 2015. Per H3G, ultimo entrato sul mercato, per via dell’asimmetria nella dotazione di frequenze, l’Autorità considera che per il prossimo biennio sia giustificata una moderata differenza tariffaria, rispetto ai concorrenti. Dal 2014, è previsto invece il raggiungimento della piena simmetria tariffaria tra tutti e quattro gli operatori. Le tariffe proposte per H3G sono: 5,1 €Cent/min per il 2012, 3,4 €Cent/min per il 2013. Per il 2014 è prevista la stessa tariffazione degli altri operatori.

 

Operatore 2012 2013 2014 2015
TIM 4,1 2,6 1,6 0,98
Vodafone 4,1 2,6 1,6 0,98
Wind 4,1 2,6 1,6 0,98
H3G 5,1 3,4 1,6 0,98

Tariffe di terminazione (in centesimi di Euro al minuto) previste nel nuovo percorso di riduzione promosso dall’AGCOM per il periodo 2012-2015

 

Si tratta di una buona notizia, anche se dobbiamo notare come in Italia, per l’ennesima volta, per avere giustizia occorre aspettare le determinazioni della UE, un po’ come era già avvenuto con l’eliminazione dei costi di ricarica dei contratti mobili prepagati, difatti imposta dalla Commissione Europea e attuata all’ultimo minuto dagli operatori italiani.

Anche in questa occasione la strada intrapresa dall’AGCOM è quella di “imporre” agli operatori mobili ciò che in realtà è stato già determinato in sede europea. Un modo per fare bella figura su di un atto sostanzialmente dovuto. D’altro canto, gli operatori mobili avevano persino mandato in onda spot pubblicitari che annunciavano l’eliminazione dei costi di ricarica, come se fosse stata una loro scelta arbitraria. Fu invece la vittoria di una dura lotta intrapresa da Altroconsumo e sostenuta fino ad ottenere soddisfazione in Commissione Europea. Per le tariffe di terminazione sembra che la strada sia molto simile.

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