Megavideo & Co: negli USA si avvicina la loro condanna a morte

Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

La testata online Ars Technica sarebbe entrata in possesso di una versione embrionale di un disegno di legge su P2P e streaming, che verrà introdotto dai senatori Amy Klobuchar e John Cornyn. Seconda la redazione della rivista, la proposta partirà da un assunto, già illustrato dallo U.S. Intellectual Property Enforcement Coordinator.

In sostanza, se passa il nuovo disegno di legge, lo streaming di contenuti, dei quali non si detiene il diritto d’autore, sarà considerato un vero e proprio crimine. Nella proposta, infatti, la trasmissione online di contenuti viene considerata come public performance. I gestori delle piattaforme sarebbero punibili con 5 anni di reclusione.

Ars Technica

La testa online Ars Technica è entrata in possesso di una versione embrionale di un disegno di legge, sul P2P e sullo streaming, che verrà presto presentato negli Stati Uniti

Tutto è iniziato a metà dello scorso mese di Marzo, quando Victoria Espinel, considerata negli States come una cyberzarina, redige un documento di circa 20 pagine nel quale si richiede un’ampia serie di modifiche all’attuale legge statunitense sul copyright per inasprire la lotta a fenomeni come il P2P e lo streaming selvaggio dei contenuti.

L’obiettivo primario del nuovo disegno di legge – per ora denominato S-978 – è molto palese: considerare lo streaming senza licenza come una public performance non autorizzata. Quest’ultima è considerata a sua volta come un vero e proprio atto criminoso. Secondo le attuali disposizioni di legge, chiunque trasmetta in streaming contenuti non autorizzati può essere considerato un criminale.

Victoria Espinel

Victoria Espinel (a sinistra nella foto), la cyberzarina statunitense, è stata promotrice di un documento in cui si chiedeva l'inasprimento delle sanzioni per le violazioni di copyright riguardanti il P2P e lo streaming selvaggio

Nel testo della proposta, vengono individuati due casi che possono portare i grandi attori dello streaming selvaggio ad essere condannati fino a 5 anni di reclusione oltre alle sanzioni pecuniarie. Il primo caso riguarda il superamento di 10 public performance a mezzo elettronico, in un periodo di 180 giorni. Il secondo è legato invece al valore effettivo dei contenuti trasmessi via web.

I siti legati allo streaming illegale rischiano la condanna se il valore complessivo delle performance trasmesse supera i 2.500 dollari o se il costo delle relative licenze dei file trasmessi è maggiore di 5mila dollari. Tutto fa pensare all’annoso problema dei mancati introiti dei legittimi detentori dei diritti.

Di sicuro c’è che piattaforme come Megavideo sono veramente a rischio. Per non parlare poi vari eMule e μTorrent. C’è da considerare che l’approvazione del disegno di legge negli Stati Uniti potrebbe avere implicazioni sul quadro legislativo dell’Unione Europea. Se dovesse passare, prepariamoci anche noi a dire addio a questo tipo di servizio…

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