Apple mette la musica tra le nuvole ed i soldi… in tasca!

Tecnologie Web     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Alcune indiscrezioni, grazie ad accordi decisivi con le grandi major del disco, vedrebbero Apple in procinto di annunciare, per gli inizi di Giugno, l’atteso servizio di streaming In the cloud.

A rivelarlo è stato un recente articolo pubblicato tra le pagine online della testata specializzata CNET: Apple avrebbe già concluso un accordo con EMI Music, che segue a ruota quello strappato al Warner Music Group. Le fonti dicono che sia imminente anche il via libera dei colossi Sony Music e Universal Music, che permetteranno all’azienda di Cupertino di realizzare il poker.

 

 

Apple WWDC

Forte degli accordi raggiunti con le quattro major discografiche Apple potrebbe sfruttare il tradizionale appuntamento della WorldWide Developers Conference per annunciare il nuovo servizio di musica "in the cloud"

 

 

Con le quattro sorelle del disco al completo, il discusso servizio di streaming musicale made in Apple potrebbe essere annunciato entro la prima settimana di Giugno, nel corso della WorldWide Developers Conference.

Sfruttando le strategie già annunciate dai propri rivali, Google e Amazon, che sono entrambi privi di accordi con le etichette discografiche, la stretta di mano con i rappresentanti di EMI e Warner avrebbe dato alla Mela un significativo vantaggio competitivo nella rincorsa al trono della “cloud musicale”, una mossa che potrebbe rompere gli equilibri ancora prima della partenza, un po’ come avviene con tutto ciò che Apple tocca.

Apple riuscirebbe infatti a concentrare la sua offerta sulla musica licenziata, mentre Cloud Drive di Amazon dovrà limitarsi competere per permettere ai propri utenti di riversare file legalmente acquistati in uno spazio vuoto.

 

 

Amazon Cloud Drive

L'offerta di 5GB di spazio gratuito (Amazon) o di 20mila brani (Google) potrebbero essere la carte vincenti dei rivali di Apple, anche se la mancanza di accordi potrebbe fare pensare che non ci possa essere competizione con Apple

 

 

Gli accordi raggiunti con le major non sono però l’unico potenziale vantaggio competitivo per gli archivi “in the cloud” di Apple. Secondo le indiscrezioni, infatti, il servizio sarà capace di eseguire una scansione automatica dei vari dischi sfruttati dagli utenti, per l’ascolto successivo in streaming dei vari brani. In altri termini, non sarà necessario eseguire lunghe procedure legate all’uploading delle canzoni, come nel caso di Google Music, attualmente disponibile solo negli USA.

Il servizio di Apple sarà con tutta probabilità a pagamento. Gli avversari offrono invece gratuitamente i primi 5GB (Amazon) o l’archiviazione di 20mila brani (Google).

In caso di interruzione dell’abbonamento con Apple, si perderanno, sempre secondo le indiscrezioni, tutti i brani caricati “in the cloud”. Sta proprio in quest’ultimo punto la potenziale chiave di successo di Amazon e Google, al di là degli accordi strategici e della posizione di dominio di Apple che ne consegue…

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