WiMAX: il grande assente della lotta al digital divide!

Tecnologie Web     Autore: Redazione Aggiungi un commento

La recente notizia di ristrutturazione nell’ambito delle aziende aggiudicatrici delle licenze WiMAX, ci spinge a fare il punto della situazione, forse l’ennesimo, sulla tipologia di infrastruttura che doveva magicamente risolvere il problema della connessione a Banda larga, soprattutto  nelle zone non ancora servite dall’ADSL e in quelle dove le tecnologie mobili hanno difficoltà a prendere piede, sia per ragioni olografiche (zone montuose o con difficoltà di copertura GSM o UMTS) sia per scarsa densità di popolazione.

 

In Europa,  si può constatare come la diffusione del WiMAX interessi soprattutto i Paesi emergenti, mentre quelli più avanzati ne sono quasi totalmente privi.

In Europa, si può constatare come la diffusione del WiMAX interessi soprattutto i Paesi emergenti, mentre quelli più avanzati ne sono quasi totalmente privi.

 

I principali attori di questo settore, ossia le aziende aggiudicatrici delle licenze  WiMAX, non sono ancora riusciti e probabilmente non riusciranno, entro i termini di tempo previsti, a soddisfare i requisiti minimi di copertura imposti dal bando di gara. In concreto, a queste aziende potrebbero essere revocate le licenze se l’Authority non sceglierà di concedere la proroga di due anni da loro richiesta per raggiungere gli obiettivi prefissati, ossia la copertura nei Comuni concordati, ancora in digital divide.

L’Authority  deve stabilire anche la messa all’asta delle frequenze destinate alla nuova tecnologia LTE (Long Term Evolution) o anche Super 3G, in sintonia con WiMAX, secondo le aziende vincitrici, le quali potrebbero evolvere alla nuova tecnologia senza dover affrontare costi eccessivi, quando il momento sarà opportuno. Ci sarebbe anche da affrontare il problema di tante emittenti radio locali, le quali dovrebbero liberare a favore del WiMAX le frequenze oggi utilizzate ma che promettono battaglia, chiedendo all’Authority l’annullamento delle licenze concesse e il ripristino del quadro normativo preesistente al bando di gara, dato che i requisiti minimi nono sono stati soddisfatti.
Chi vincerà? A perdere sono sicuramente gli utenti dei comuni interessati dal bando di gara, che ancora una volta verranno svantaggiati, costretti ad aspettare ulteriormente per fruire di un servizio che, in un Paese civile e industrializzato come il nostro, dovrebbe essere loro garantito da un pezzo…

Gli attori della tecnologia attribuiscono alla congiuntura economica la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi, sostenendo che i loro progetti erano stati stilati in tempi in cui non si potevano prospettare le attuali condizioni di crisi economica.
Secondo gli esperti, invece, la mancata affermazione della tecnologia è sostanzialmente dovuta a due fattori. Il primo riguarda il forte osteggiamento degli operatori telefonici, che hanno visto nel WiMAX una concreta possibilità di perdere numerosi clienti, soprattutto per via della possibilità offerta agli utenti di fruire di una connessione a banda larga senza sostenere i costi di un canone di abbonamento, potendo disporre tra l’altro, grazie alla tecnologia VoIP, di una connessione telefonica su rete Internet e, in sostanza, di fare a meno dell’operatore telefonico.
Il secondo fattore riguarda invece l’inaspettata evoluzione delle connessioni a banda larga sulla rete mobile che, dopo un periodo di delusione dell’UMTS, tecnologia rivelatasi inadeguata a soddisfare le esigenze minime di connessione, grazie alla tecnologia HSDPA ha risolto gran parte dei problemi di velocità, potendo offrire ai clienti mobile, a prezzi concorrenziali, connessioni che riescono ormai a soddisfare le esigenze dei più.  Tenendo conto che tali tecnologie sono in continua evoluzione, con velocità sempre crescenti e maggiore stabilità, c’è da giurare che, per gli operatori WiMAX, la soluzione del secondo problema sarà meno semplice da affrontare e risolvere…

Dando uno sguardo alla mappa disponibile alla pagina http://www.wimaxmaps.org, si vede come la distribuzione della copertura del WiMAX riguardi trasversalmente sia aree ricche sia aree povere del globo. La tecnologia, come è emerso nella Conferenza del 2010, a Barcellona, è da considerarsi come la maniera più semplice e pratica per ridurre il digital divide. Tante sono infatti le aree del Pianeta, carenti o prive di infrastrutture, per le quali l’installazione di un ripetitore radiofonico ad ampio raggio di copertura può costituire la soluzione più economica, spesso migliore e, in alcuni casi, l’unica possibile.
Viene spontaneo chiedersi come mai una tecnologia consolidata ed utilizzata in paesi meno sviluppati del nostro non riesca a prendere piede in Italia come in altri paesi industrializzati.

Inizialmente decantata come la soluzione a tutti i problemi di connettività, tanto che doveva sostituire persino le reti Wi-Fi, la diffusione del WiMAX riguarda essenzialmente alcuni Paesi in via di sviluppo, costituendo in molti casi la prima scelta di connettività. Nei mercati maturi, le cose vanno molto a rilento quando non sono completamente immobili, elemento che contrasta fortemente con le possibilità che la  tecnologia può offrire in maniera concreta.
Il problema, come è emerso durante la Conferenza di Barcellona, potrebbe consistere nel fatto che, nelle Nazioni industrializzate, gli operatori TLC hanno realizzato investimenti consistenti in infrastrutture 3G e successive. Tali aziende si aspettano ora di coprire i costi e di realizzare sufficienti margini di guadagno.

C’è il forte sospetto che il WiMAX non si diffonderà in Italia, come in altre Nazioni, almeno fino a quando gli utenti non saranno stati ben spremuti con contratti di connessione mobile. Per il momento, nella disputa della partita, gli operatori TLC non hanno nessun interesse a fare entrare in campo un concorrente scomodo e più economico.

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Un commento

  1. Marco

    Per fortuna ci sono tecnologie alternative che sono già sviluppate ed utilizzabili in molti comuni di Italia, ad esempio l’Hiperlan 2.
    Da http://www.adslwireless.biz si vede che molti ne possono usufruire.

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