Europa: allarme per l’innovazione

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Sono tanti gli aspetti economici su cui la crisi di questi anni sta avendo influenza negativa, uno di questi è l’innovazione tecnologica, uno dei settori fondamentali per il rilancio dell’economia e proprio su questo, purtroppo, l’Europa arranca e ancora non riesce a ritrovare la competitività sullo scenario internazionale; non parliamo poi dell’Italia, il nostro Paese sarebbe addirittura sotto la media continentale che già di suo è poco competitiva sullo scenario mondiale. L’Unione Europea lancia quindi l’allarme: è necessario ritrovare slancio al più presto.

A renderlo noto è la Commissione europea nelle conclusioni del Quadro valutativo dell’Unione dell’innovazione del 2010, alla sua prima edizione ed in sostituzione del Quadro europeo di valutazione dell’innovazione.

Sebbene l’andamento nella maggior parte degli stati membri sia promettente rispetto al passato i progressi non sono però ancora abbastanza rapidi. L’Unione Europea mantiene ancora un grande vantaggio sulle economie emergenti di India e Russia, mentre il Brasile continua ad avanzare e la Cina sta per raggiungerla.
Questo il quadro complessivo, reso noto dalla Commissione europea nelle conclusioni del “Quadro valutativo dell’Unione dell’innovazione” del 2010. Il lavoro è stato commissionato dalla Direzione generale Imprese e Industria della Commissione Europea, preparato dal Comitato economico e sociale di Maastricht e dal centro di Ricerca e Formazione per l’innovazione e la tecnologia (MERIT), assistita dal Centro comune di ricerca dell’UE.

La ricerca ha preso in considerazione ben 25 indicatori, raggruppati in tre categorie principali: “elementi abilitanti”, ossia costitutivi, che consentono cioè l’innovazione, ad esempio risorse umane e finanziamenti; “studio delle attività” per studiare se e come le imprese siano innovative in Europa. Infine “uscite” riguardante questioni come il numero di imprese che hanno portato l’innovazione sul mercato, il numero di imprese ad alta crescita e la misura in cui l’innovazione ha aumentato le vendite e l’occupazione.

La UE ha affermato che dallo studio emerge che uno dei più grandi problemi di questo settore in Europa è dato dalla debolezza nel generare ricavi da brevetti ad alto impatto, cioè quelli che garantiscono ritorni significativi per le imprese nei mercati globali. L’Unione Europea produce infatti un minor numero di brevetti ad alto impatto rispetto agli Stati Uniti e al Giappone, e non si posiziona in modo efficace in settori dove la domanda mondiale è più forte. Questo dimostra, inoltre, che il modello economico e il funzionamento del mercato interno della conoscenza protetta non sarebbe sufficientemente efficiente.

Per quanto riguarda lo sconfortante quadro del nostro Paese ha commentato il commissario per l’Industria e l’Imprenditoria, Antonio Tajani, che ha detto: “Il quadro valutativo evidenzia che dobbiamo aumentare il nostro impegno per rendere l’Europa maggiormente innovativa, per raggiungere i nostri principali concorrenti e riprendere il cammino verso una crescita solida e sostenibile” a cui ha fatto eco il commissario Marie Geoghegan-Quinn che ha affermato: “Il quadro valutativo, utilizzando una varietà di ricerca e di indicatori relativi all’innovazione, sottolinea l’urgenza di innovazione in Europa, essenziale per un’economia moderna e principale strumento di creazione di posti di lavoro”.
Come a dire, conosciamo la malattia ma non abbiamo una cura?

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