Italia, il WiFi torna libero

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Avevamo già parlato a più riprese dell’argomento, di come il WiFi in Italia soffrisse di arretratezza e poca diffusione a causa di provvedimenti di legge presi all’indomani degli attentati di inizio decennio e di come l’attuale Ministro Maroni aveva promesso di sbloccare la situazione, ma da pochi giorni, precisamente dal 29 dicembre, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il maxi emendamento promesso, per cui il WiFi, anche se con dei limiti, torna finalmente ad essere libero.

Il Ministro Maroni ha mantenuto le promesse e a fine 2010 è arrivato puntuale il maxi emendamento al precedente Decreto Pisanu, facendo così di fatto tornare libero il WiFi in Italia, sganciandolo da pastoie burocratiche che lo appesantivano e ne ostacolavano la diffusione.

Ora sarà possibile sia installare più facilmente un hot spot per tutte quelle attività che non facciano dell’erogazione di una connessione il loro lavoro principale, come bar, ristoranti, hotel etc., sia utilizzarlo per gli utenti normali. In pratica le suddette tipologie di attività di cui sopra non saranno tenute a chiedere autorizzazioni di sorta o comunicazione alla Questura, mentre chi utilizzerà le connessioni non dovrà più fornire un documento di identificazione, mentre gli obblighi precedenti resteranno per gli esercenti di attività incentrate proprio sulla fornitura di tale servizio, come ad esempio gli Internet Point.

Se però aprire un hot spot o connettervisi tornano in questi giorni attività di facile attuazione bisognerà comunque attendere quest’anno per vedere una sistemazione definitiva, C’è infatti la proposta di legge depositata in Parlamento a dicembre e il passaggio obbligato di conversione del decreto legge. In questi passaggi potremmo vedere infatti se la libertà conquistata al WiFi sarà duratura. Sul campo infatti rimane una questione di non poco conto che è quella di armonizzare la sicurezza con la facilità di accesso. All’epoca del primo annuncio infatti Maroni aveva detto che comunque era necessario trovare nuove regole per l’identificazione dei naviganti, ribadendo ancora in seguito la sua intenzione di dotare le Forze dell’Ordine di strumenti appositi per controlli legati al contrasto alla criminalità.

Gli scenari possibili sono tanti, tra quelli più plausibili l’approvazione di norme analoghe a quelle per le intercettazioni telefoniche, con la possibilità quindi per gli inquirenti di ordinare il tracciamento del traffico su specifiche reti o utenze, ovviamente dietro autorizzazione di un giudice. Ma anche la sempre rinviata carta d’identità elettronica potrebbe svolgere funzione di meccanismo di identificazione, sempre ammesso che prima o poi venga realmente adottata, mentre meno credibile risulta la possibilità di utilizzare la fornitura del numero di cellulare, su cui ricevere la password di accesso via SMS, come strumento di riconoscimento, vito che la facilità di accedere a un nuovo numero e di eliminare il vecchio non offrono troppe garanzie sulla rintracciabilità del possessore.

Sia come sia si tratta di un primo passo importante e non possiamo che augurarci che questa liberalizzazione serva a promuovere la diffusione di questo servizio e la concorrenza in un settore che potrebbe essere decisivo in un Paese come il nostro dove molti cittadini, all’alba del 2011, ancora non sono in grado di accedere a Internet.

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3 Commenti

  1. memedesimo

    oh che bello! (sarcastico)
    radiazioni libere per tutti! gente corriamo per strada e assorbiamone quanto piu possibile! evviva!

  2. cesare

    fino ad ora abbiamo assorbito lo stesso delle radiazioni.
    Io a casa non ho il wifi ma basta fare una ricerca con l’iPhone e ne spuntano 4-5…

  3. Claudio

    ci guardiamo dai calci delle mosche ( radiazioni magnetiche inferiori di milioni di volte di quelle utilizzate per curare i reumatismi) con questo non dico che le trasmissioni radio facciano bene alla salute , e va bene la macchina che circola in città facendoci sniffare di tutto dalle polveri sottili al piombo,
    è sempre questione di misura se è piccolo si sente poco se è grosso fa male, non bisogna superare una giusta misura, se rimaniamo sotto i 10000 volt/metro non è pericoloso, la legge ora impone un lìmite massimo di 40 volt/metro, una volta tanto che la legge garantisce una giusta misura.

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