Entro il 2015 pagheremo solo con gli smartphone

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Secondo l’indagine di una società statunitense, l’Aite Group, entro il 2015 tutti i pagamenti che attualmente si effettuano tramite carta di credito saranno invece effettuati tramite smartphone. A riportarlo con un certo clamore mediatico è la CNN e le reazioni che ne sono seguite sono di scetticismo, anche da parte degli organi direttamente coinvolti, ed effettivamente come immaginare tale scenario in così breve tempo se a inizio 2011 fuori delle grandi città non è ancora molto diffusa nemmeno la carta di credito?

Secondo Aite Group sarà proprio il 2011 l’anno del grande sviluppo della tecnologia NFC (Near Field Communication), che dovrebbe permettere di pagare accostando il nostro smartphone a un ricevitore, quasi come si fa ora con la carta di credito. Secondo lo studio infatti negli anni a venire i pagamenti via smartphone avranno una crescita esponenziale: dai 16 miliardi di dollari del 2010 si passerà quest’anno a 46, fino ad arrivare rapidamente a 214 nel 2015. I dati pubblicati da CNN riguardano solo gli Stati Uniti, ma l’Europa si è lanciata già da tempo in questo nuovo mercato: in Italia ad esempio, tra i vari progetti, c’è quello di Poste Italiane, PosteTouch, in Francia, che in questo ambito è sicuramente tra i Paesi più avanzati, ben oltre ormai la sperimentazione, si stanno attrezzando intere città in cui è possibile acquistare biglietti e abbonamenti tramite cellulare e leggere le informazioni dei cartelli che fanno uso di nuove tecnologie come i codici QR, ma ci sono progetti avanzati in fase di attuazione anche in Gran Bretagna, Germania, Spagna, Polonia e Olanda.

Negli Stati Uniti in realtà sono in molti a individuare una rapida evoluzione della diffusione dell’NFC, ma anche a costoro le previsioni di Aite Group sembrano un po’ troppo avveniristiche. “Credo che sicuramente il portafoglio mobile prenderà il posto delle carte di plastica ma ci vorrà del tempo, perché le abitudini dei consumatori non cambiano rapidamente” ha dichiarato ad esempio alla CNN dichiara alla CNN Jane Cloninger, direttore di Edgar Dunn & Co, una società di consulenza specializzata in servizi finanziari e pagamenti. Figuriamoci quindi nel nostro Paese, che vanta il maggiore uso di contante in Europa e dove ancora una buona percentuale di consumatori, specialmente fuori dalle grandi città, mostra una certa diffidenza per le carte di plastica. “Ormai da noi le carte di plastica si sono affermate, ce ne sono in circolazione oltre 30 milioni e la gente sta imparando finalmente a utilizzarle. I pagamenti con lo smartphone rappresentano sicuramente il futuro, anche se io non credo che ci arriveremo nel giro di quattro o cinque anni. Ma, una volta che la possibilità diventerà concreta anche in Italia, io credo che si svilupperanno con più facilità rispetto alle carte di credito, con tempi più brevi: si tratta di uno strumento più avanzato, più vicino alle giovani generazioni” commenta Pierfrancesco Gaggi, segretario generale del Consorzio Bancomat e responsabile ABI per le relazioni internazionali, al quale vorremmo però ricordare anche che le nuove generazioni sono quelle che hanno meno da spendere, precarie come sono nel mondo lavorativo.

In ogni caso al momento l’Associazione Bancaria Italiana è appena alla fase preparatoria, di studio e di sperimentazione: “Stiamo sperimentando una carta di debito contactless per i micropagamenti, che un domani potrebbe diventare una SIM per lo smartphone” spiega ancora Gaggi. Al momento però il vero punto della questione nel nostro Paese è decidere è su quale circuito lanciare e sviluppare questo progetto: quello domestico, che avrebbe il vantaggio della conoscenza del profilo della clientela? Quello europeo in fase di avviamento, come il progetto SEPA per l’uniformità dei sistemi di pagamento? Oppure quello internazionale, Visa e Mastercard? “Però, anche lì, al momento non c’è una diffusione così ampia dell’NFC”; ecco perché, conclude Gaggi, “decisamente la similitudine tra le carte di credito e il vinile, riferita al 2015, sembra veramente azzardata”.

Non resta che attendere per vedere cosa ci riserverà il futuro, anche se, contanti, carte di credito o smartphone, in Italia dovremo augurarci anzitutto di avere ancora qualcosa con cui pagare gli acquisti tra 4 anni, a prescindere dalla tecnologia.

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2 Commenti

  1. Darlington

    Seh, come quando nei primi anni di vita del sistema Bancomat prevedevano che da lì a poco la moneta cartacea sarebbe scomparsa e rimpiazzata in tutto da quella elettronica.

  2. Cascode

    Tutti con la moneta virtuale, schiacci un tasto e ti ritrovi il conto azzerato !
    o ancora meglio la tracciability degli affari tuoi, cosa hai acquistato negli ultimi 10 anni ?
    sarà il caso che faccio scorta di lingotti d’oro :asd:

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