Delibera AGCOM su copyright e Web, è polemica

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

L’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha avviato da poco una consultazione pubblica su una delibera che riguarda alcuni temi caldissimi, come il copyright e l’eventuale censura di siti Web che permettano di commettere illeciti permettendo di condividere materiale protetto dal diritto d’autore. La cosa è passata inizialmente in sordina, almeno fino a quando una serie di associazioni dei consumatori non si sono accorte del contenuto di tale delibera, che non hanno esitato a definire pericolosa.

Ci risiamo, in mancanza di una legislazione chiara e univoca in questa materia, che invochiamo da oltre un anno, assistiamo ogni giorno a proposte contraddittorie, che su alcuni temi usano un peso e una misura e su altri, inspiegabilmente, ne usano altri.

L’ultima novità (si fa per dire) in questo ambito è appunto questa quantomeno bizzarra proposta dell’AGCOM, che pure in questo stesso periodo, come abbiamo visto, sta portando in Italia il fondamentale dibattito sulla neutralità della Rete e lo sta facendo con posizioni vicine ai diritti dei consumatori. Questa proposta però è contraddittoria appunto e ci lascia effettivamente basiti. In pratica l’AGCOM vorrebbe proporre di riservarsi il diritto di sequestrare (cioè di impedire l’accesso agli utenti italiani) siti prevalentemente adibiti alla violazione del copyright o i cui server sono posti all’estero. Cosa comporta questo? Secondo Adiconsum, Agorà Digitale di Marco Cappato (Radicali), Altroconsumo, Assonet-Confesercenti e Assoprovider-Confcommercio, significa che, potenzialmente, “Qualunque cosa connessa al diritto d’autore e posta all’estero può finire nel mirino dell’Authority, che deciderebbe il sequestro in autonomia, senza passare dall’autorità giudiziaria. E’ una cosa inaudita nei Paesi democratici. Ed è incostituzionale. Addirittura si legge in delibera che nelle intenzioni dell’Authority questo sistema di sequestro dovrebbe diventare automatico” ha spiegato Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet e tra i promotori della campagna, che continua spiegando come, in questo modo “YouTube, che ha server in Irlanda, diventa irraggiungibile dall’Italia per un singolo video pirata. Nella trappola potrebbe capitare anche Wikileaks. Basta che qualcuno affermi che uno di quei documenti riservati viola il diritto d’autore e verrebbe sequestrato l’intero sito. Quando il server è all’estero, infatti, non si possono colpire i singoli file o pagine incriminate”. Insomma, secondo Sarzana si rischia di creare un vero e proprio strumento di censura, in cui la tutela del copyright potrebbe essere il pretesto per sequestrare siti o blog con contenuti sgraditi a qualcuno.

I membri dell’Authority hanno ovviamente ribadito che la delibera serve solo a tutelare il diritto d’autore, “ma non conta quello che dicono a voce, bensì ciò che c’è scritto. E quello che c’è scritto dà gli strumenti per censurare siti e contenuti posti all’estero”, spiega ancora Sarzana. “Per scongiurare che tutto ciò avvenga in modo silenzioso, ci appelliamo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d’autore. Temiamo che i compiti che la regolamentazione affiderebbe all’Autorità Garante assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità”. I firmatari della lettera aperta inviata all’AGCOM chiedono infine che sia il Parlamento, e non l’Authority, a partorire una nuova legge sul diritto d’autore. “In questo modo si otterrà il risultato di ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore privilegiato con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato”.

Non ci resta che seguire questa ennesima vicenda che vede in gioco il futuro di Internet.

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Un commento

  1. Wave

    Se il server e’ in russia come fanno ?
    Devono censurare l IP ?
    cioe’ peggio di regimi totalitaristi ?

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