Recorded Future: un motore di ricerca per predire il futuro

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

No, non sto parlando di qualche nuova trovata tecnologica da Luna Park che vada a sostituire la lettura della mano o della sfera di cristallo, né di qualche ipotetico scenario fantascientifico futuro; si tratta invece di una realtà di fatto, che sta venendo sviluppata grazie a investimenti congiunti di Google e della CIA: un motore di ricerca in grado, incrociando l’enorme quantità di dati ormai presente in Rete, di tentare di predire quello che potrà accadere in futuro, andamento di titoli o attentati che siano. Ma quando il Web diventa così sapiente e gli strumenti di ricerca così potenti la nostra libertà è ancora garantita?

Sapere che la joint venture che sta sviluppando questo che ormai chiamare motore di ricerca è riduttivo si basa su fondi di Google e della CIA è già abbastanza inquietante, ma sapere come funziona e soprattutto cos’è in grado di fare lo è ancora di più.

Recorded Future infatti è in grado di scandagliare Internet per generare collegamenti impliciti tra un documento e l’altro. Ad esempio il motore di ricerca può prendere nota di chi, dove, come e quando ha dichiarato che qualcosa è successo o succederà in futuro, poi crea connessioni logiche all’interno dei flussi di dati di cui fanno parte articoli di giornale, documenti governativi, update di Twitter, report economici, discorsi politici e così via. Per iniziare una ricerca basterà inserire tre informazioni: cosa, chi/dove e quando. In questo modo si potranno analizzare i trend delle vendite di altre aziende negli anni passati o le proiezioni per gli anni a venire, osservare la ricorrenza di eventi in scala temporale e predirne la ciclicità. Ma soprattutto, in teoria, sarà anche possibile ricostruire passaggi della vita di singole persone, dai loro spostamenti a ciò che hanno detto, da chi hanno incontrato a cosa hanno fatto in un determinato luogo e/o momento.

Ma al di là degli sviluppi e degli utilizzi possibili di un tale progetto è soprattutto chiaro un trend che vede ormai sempre più una transizione del concetto di motore di ricerca da semplice raccoglitore di informazioni a complesso creatore di conoscenze. C’è davvero da chiedersi allora se non ci sia il rischio che la realtà venga offuscata e modificata da tali potenti motori, in grado di manipolare la realtà attraverso i propri algoritmi proprio nel momento in cui la maggior parte delle persone gli riconosce invece un’ipotetica oggettività che non hanno e non possono avere e, soprattutto, c’è da riflettere sulla sempre maggiore pervasività che Internet e gli strumenti sviluppati per analizzarla, hanno all’interno delle nostre vite: se basterà fare una ricerca online per sapere cosa ci piace, che idee politiche abbiamo, che gusti sessuali abbiamo, per esporre le nostre coscienze all’iper occhio scritatore della Rete e alla curiosità di utenti ed enti vari  allora forse il Grande Fratello orwelliano è già qui.

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