Net Neutrality: braccio di ferro in USA tra autorità e ISP

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Neutralità della Rete: si tratta di un concetto centrale su cui si gioca il futuro di Internet, che potrebbe restare il media che è, oppure trasformarsi definitivamente in un prodotto commerciale, uno dei tanti nell’ormai indistinta marmellata di TV e radio, facendo entrare definitivamente gli interessi economici al proprio interno e lasciandosene dominare completamente. Per congiurare questo pericolo, negli USA, l’autorità preposta, ossia la Federal Communications Commission (FCC), sta provando da tempo a imporre una nuova regolamentazione, incontrando però sempre l’opposizione decisa quanto interessata degli Internet Service Provider.

La neutralità di Internet è un principio fondamentale, secondo cui tutti i dati, di qualunque tipo e provenienza godono di uguale dignità e diritto di trasmissione a pari condizioni. Gli ISP invece vorrebbero essere liberi di contrattare con i singoli fornitori di contenuti per concedere corsie preferenziali più veloci ad alcuni, privilegiando così determinati contenuti, più remunerativi, a discapito di altri, né potrebbero decidere di penalizzare i servizi offerti da Skype o da Google Voice, di fatto concorrenti dei servizi telefonici tradizionali, spesso gestiti dalle stesse aziende che forniscono la connettività a Internet. Infine, se fossero cancellati questi principi, nulla impedirebbe agli ISP di oscurare il traffico P2P, che occupa parecchia della banda disponibile. Insomma ovviamente attori commerciali come gli ISP vorrebbero poter usare la banda Internet, che non è illimitata, per poter veicolare soprattutto contenuti che producano introiti, ovviamente quindi a pagamento, penalizzando tutto il resto.

Ora il presidente della FCC, Julius Genachowski, ha annunciato la proposta di nuove regole, che dovranno essere votate il 21 dicembre, che potrebbero impedire ai Provider di favorire o penalizzare un certo tipo di traffico rispetto a un altro.

Ovviamente le lobby della telefonia si sono sempre opposte a tali iniziative, favorevoli come sono piuttosto a una deregulation totale, e hanno inoltre contestato autorità e prerogative della Federal Communications Commission, agenzia governativa indipendente che risponde direttamente al Congresso, attualmente investita dell’autorità in materia. In aprile una sentenza della corte secondo cui la FCC non aveva l’autorità per sanzionare la società Comcast per aver bloccato il traffico di file che passava tramite BitTorrent aveva anche avvalorato questa posizione. Mesi di pressione da parte di soggetti forti come gli operatori telefonici AT&T e Verizon potrebbero inoltre aver ulteriormente ammorbidito le posizioni della FCC. Come accade ogni volta che i propri interessi economici sono minacciati infatti gli ISP (come anche le major della musica in altro campo) sbandierano prontamente lo spauracchio della crisi e dei mancati investimenti se non le si lasciasse libere di fare come gli pare.

Secondo il Wall Street Journal, l’accordo che il presidente dalla FCC intende proporre il 21 dicembre potrebbe ricalcare le aspirazioni di alcuni deputati repubblicani, tra cui Henry Waxman, che intende tutelare la neutralità della rete prevedendo però alcune circoscritte eccezioni per le reti internet wireless, una cosa abbastanza differente da quanto aveva originariamente in mente il presidente Genachowski, che voleva riformulare le regole della banda larga assimilandole a quelle severe della normale telefonia, fornendo al tempo stesso basi più solide all’autorità dell’FCC.

Critico, sul versante opposto, anche il giudizio di Josh Silver, presidente del gruppo Free Press, che ha dichiarato al Jorunal: “Per sostenere realmente la Net Neutrality e preservare l’attuale condizione di parità che è il DNA di Internet, la FCC deve fare molto di più che offrire la fallita proposta che abbiamo visto quest’anno da parte delle grandi società o realizzata per ottenere un consenso unanime al Congresso”. Insomma l’FCC sembra presa tra l’incudine e il martello e l’ombra del compromesso, che scontenta tutti, si allunga sulle future proposte.

Intanto in Europa rischiamo di essere influenzati, nel beneo nel male dalle decisioni che saranno prese oltre oceano: l’11 novembre infatti si è svolto a Bruxelles un summit sull’argomento, in cui sono anche stati raccolti i dati di un vasta consultazione realizzata in estate presso operatori del settore e associazioni ei risultati sembrano al momento confermare che la Neutralità della Rete sia ancora un obiettivo sostanziale della Commissione Europea, ma di fatto non sono state prese decisioni sulle contromisure legislative più adeguate per ottenerlo e gli sviluppi della situazione negli USA potrebbe essere ispiratrice per Bruxelles, in un senso o nell’altro.

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