Italia: l’eBook inizia a piacere sempre più

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Di eBook e di eBook Reader se ne parla già da alcuni anni ma, al di fuori degli USA, era sempre rimasto un argomento fumoso, specialmente qui da noi in Italia. Ora, dopo che sul mercato i Reader stanno nascendo come funghi anche ad opera di grandi produttori come ad esempio Sony, e grazie al successo dell’Apple iPad e del nuovo store online di Google ecco che l’interesse si accende anche nel nostro Paese, con l’indice di gradimento del formato che sale sempre più e gli editori che iniziano a interrogarsi seriamente sull’argomento.

Se ne sta parlando ad esempio in questi giorni a Roma, presso la Fiera Più Libri Più Liberi, dove medi e piccoli editori si stanno interrogando sul da farsi per il futuro.

D’altronde i dati di una ricerca svolta da NielsenBookScan mostra come, nella crescita generale del mercato del libro in Italia nel 2010 (un incremento a fine ottobre dell’1,3 per cento, pari a oltre 14,2 milioni di euro), il ruolo dell’editoria digitale non è più trascurabile come negli anni passati, anche perché appunto, come sottolineato anche dai dati dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE), quasi l’1,5 % dei piccoli editori nasce ormai esclusivamente o prevalentemente in digitale. I piccoli editori inoltre pubblicano già il 6 % dei propri titoli in formato eBook; un parco di ben 131 case editrici che hanno in catalogo almeno un titolo in formato eBook e, di queste, 94 ne hanno almeno 16, per un totale di 1.472 eBook, corrispondente appunto al 6 % di titoli che la piccola editoria ha proposto (tra novità e ristampe) nel 2009.

Si tratta inoltre di numeri fatti registrare in assenza di Reader dedicati o che comunque dominano il mercato nostrano (come invece accade negli USA col Kindle di Amazon), risultando quindi un dato ancora più significativo, se si pensa invece che dal 2011 di protagonisti sulla scena ce ne saranno diversi e tutti validi e non potranno quindi che partecipare a lanciare ulteriormente questo nuovo mercato e del resto era prevedibile che, anche se in ritardo, anche da noi il fenomeno sarebbe esploso, in quanto le abitudini dei consumatori si modificano nel contatto con la Rete, come conferma anche un’altra ricerca che mostra come tra il 2007 e il 2010 l’uso del Web per informarsi sull’ultimo libro che si è comprato sia passato dall’11 al 19 %, mentre contestualmente le classiche recensioni sono scese dal 19 al 15 % e il consiglio del libraio dal 15 all’8 %.

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