Spotify: lo streaming musicale legale strangolato dalle major?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Brutte acque quelle in cui si trova Spotify, il sito di musica in streaming legale, anzi bruttissime, il 2009 ha fatto infatti segnare perdite ingenti nel bilancio e ora l’intera iniziativa è a rischio fallimento. Operazione sbagliata? Mancato gradimento da parte dei soliti utenti cattivi che preferiscono “rubare” i brani da canali illegali invece che fruirne legalmente? No, niente di tutto questo, il problema, come sempre, sono in realtà le major, che chiedono royalties troppo elevate.

16 milioni di sterline, a tanto ammontano le perdite registrate nel bilancio del 2009 di Spotify Limited, la società proprietaria dell’omonimo sito che offre musica in streaming, che nello stesso periodo ha incassato solo 11milioni di sterline. Ma non è l’insuccesso del sito ad aver provocato queste perdite. In tutta Europa risultano infatti ben 7 milioni di utenti registrati, anche se il 60 % dei guadagni proviene dagli appena 250mila abbonati (che però dovrebbero nel frattempo essere diventati il doppio).

Dove risiede allora il problema? È presto detto, nelle royalties che la società deve pagare per poter trasmettere i brani in streaming. Le Sorelle dell’intrattenimento infatti chiedono a Spotify la tariffa massima, come se tutti i propri utenti fossero abbonati, mentre la gran parte non lo sono e le tariffe potrebbero essere più basse, come previsto. Ciò che, purtroppo, non è previsto è la possibilità di tariffe ibride, per cui, nonostante gli abbonati siano soltanto 500mila su 7 milioni di utenti, Spotify è costretta a pagare come se avesse 7 milioni di abbonati.

Ancora una volta quindi si dimostra non solo l’eccessiva rigidezza burocratica dell’attuale business model dei colossi della musica, ma anche la loro ottusità e mancanza di lungimiranza nel credere in un modello distributivo digitale, diverso da quello attuale, o forse non è questione di non crederci ma scientifico soffocamento di qualcosa che continuano a rifiutarsi di accettare per mantenere intatta la loro posizione dominante.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati