Privacy: la Federal Trade Commission sceglie un professore anti DRM come consulente

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Ci sono le major dell’intrattenimento, sempre molto preoccupate di massimizzare i propri guadagni a scapito dei diritti dei consumatori; ci sono i consumatori, ormai sempre più vicini a essere trasformati in fruitori passivi di contenuti che hanno affittato e non acquistato; c’è un docente di Princeton che è sempre stato veementemente contrario alle forme di controllo draconiane ancorchè inutili e inefficienti dei DRM e c’è infine un governo, moderno e democratico, che vuole informarsi per operare la meglio in questo complesso scenario, il governo degli Stati Uniti, e che sceglie come consulente proprio il professore di Princeton.

Il nome del professore è Edward William Felten, docente di informatica presso la Princeton University presso il Center for Information Technology Policy ed è noto per aver sempre pubblicamente condannato le politiche sulle tecnologie di Digital Rights Management applicate dalle major a protezione dei contenuti, protezioni che, da un alto si sono sempre, per quanto ostiche, rivelate alla fine inutili per chi quei contenuti non ha intenzione di pagarli e viceversa deleterie e penalizzanti per chi invece quei contenuti li ha regolarmente acquistati e si ritrova invece assai limitato nell’usufruirne liberamente.

Ciò che è interessante è che in questi giorni la Federal Trade Commission, l’agenzia indipendente ma federale, deputata alla difesa dei consumatori contro le pratiche anticompetitive dei colossi dell’economia e della finanza, ha deciso di assumere proprio Felten come suo Chief Technologist, annunciando di “essere entusiasta di avere Felten a bordo” e di non vedere l’ora di giovare del suo “prezioso apporto per quanto riguarda le raccomandazioni che presto pubblicheremo sulla privacy online, così come per le azioni costrittive che metteremo in campo per proteggere la privacy dei consumatori”.

Un esempio ammirevole, che andrebbe emulato anche altrove, da parte di un governo che ha scelto di stare dalla parte soprattutto degli utenti, valutando gli interessi economici meno importanti rispetto ai diritti civili, senza contare il fatto che in realtà ci sarebbero molti modi di produrre introiti senza ledere i diritti dei consumatori, modi molto diversi da quelli utilizzati attualmente, che però alle major probabilmente non interessano.

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