Neutralità della Rete in cambio di banda larga

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Riportiamo la notizia, apparsa prima su La Repubblica e poi sul sito del nostro network, Punto Informatico, per dovere di cronaca, ma al momento, mancando conferme ufficiali è da prendere con le molle. Se fosse vera comunque sarebbe una notizia eclatante: a quanto parrebbe infatti (il condizionale è d’obbligo), all’indomani dell’accordo tra i maggiori ISP italiani per favorire la diffusione della banda larghissima nel nostro Paese la controparte richiesta dall’Agcom, l’autorità garante delle telecomunicazioni, sarebbe quella di trasformare sostanzialmente i provider in poliziotti, che dovrebbero sorvegliare attivamente il traffico e riferire alle autorità, sulla scia di quanto fatto in Francia da Sarkozy e in altre nazioni, come ad esempio il Regno Unito.

La notizia al momento non è confermata ufficialmente, ma è credibile, in quanto poche settimane fa avevamo pubblicato un altro blog in cui Catricalà, il presidente dell’Antitrust, si era pronunciato contro il mantenimento della net Neutrality in Italia in quanto, secondo lui, ostacolava l’investimento di fondi da parte delle aziende nel rinnovamento della rete italiana, in quanto non sicure di poter guadagnare quanto da loro ritenuto giusto, controllando al rete e veicolandone i contenuti, privilegiando ovviamente quelli a pagamento rispetto a quelli liberi, la maggior parte dei quali costituiti da materiali coperti da copyright, condivisi tra gli utenti o fruiti direttamente in streaming.

È strano quindi che, il giorno dopo l’accordo tra gli ISP per portare la banda larghissima in Italia entro il 2018, esca questa notizia. È probabile quindi che, col benestare di tutte le parti, si sia deciso che trasformare i provider in controllori della Rete (ruolo che ovviamente esulerebbe dai loro compiti in quanto semplici intermediari e comunque non facenti parte di organi competenti in materia di amministrazione della legge), in modo da ostacolare sempre più, per il futuro, un utilizzo della Rete libero e paritario, a tutto vantaggio delle aziende.

In pratica, se come ripetiamo la notizia dovesse rivelarsi vera, la banda larghissima in Italia non sarà altro che uno scatolone vuoto, da riempire unicamente con i contenuti che altri decideranno per noi, in questo caso specifico le aziende, che ovviamente preferiranno contenuti a pagamento. Non resta che attendere per sapere se la prospettiva di questo incubo sia vera o meno.

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