MySpace si arrende a Facebook

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Nel cangiante panorama dei social network, solo pochissimi anni fa un serbatoio di 100 milioni di utenti sembrava una fonte di ricchezza inesauribile e invidiabile e così MySpace, il social network di Rupert Murdoch, navigava in acque tranquille e rappresentava il punto di riferimento per tutti gli altri. Poi è arrivato il sito in blu per eccellenza e il suo successo ha letteralmente travolto e spazzato via tutti gli altri, imponendo alle reti sociali un’accelerazione e un’espansione fino ad allora impensate e impensabili. E ora, dall’alto dei suoi 500 milioni di iscritti nel mondo (che erano ancora 300 appena un anno e mezzo fa) stende una mano caritatevole all’avversario arresosi.

Contrastare Facebook è, al momento, impossibile. È una macchina schiaccia sassi inarrestabile nel suo successo, come ha dovuto scoprire anche MySpace. Competere al momento è impossibile e allora, per provare quantomeno a sopravvivere bisogna scendere a patti coll’avversario, che da parte sua fa il magnanimo.

La resa siglata con un annuncio ufficiale, consiste in un accordo tra le due aziende, che si sono impegnate formalmente a condividere i reciproci dati utente attraverso un programma noto come “Mashup with Facebook”, la cui principale caratteristica consiste nella possibilità, per utenti dotati di account sia su MySpace che su Facebook, di connettersi al network in blu all’interno di MySpace, condividendo così i propri contenuti. Il programma prevede la condivisione di interessi, preferenze, aggiornamenti di stato e l’importazione degli “amici” di Facebook sul portale di Rupert Murdoch. La condivisione delle informazioni potrebbe poi a un certo punto diventare anche reciproca, con MySpace che ipotizza l’implementazione di un pulsante Mi Piace e la successiva condivisione dei contenuti audiovisivi degli artisti e gli utenti del network di News Corp. su Facebook.

Si tratta sostanzialmente dello stesso tipo di accordi che anche altre aziende hanno dovuto accettare per sopravvivere in questo scenario mutato, ad esempio Live Spaces di Microsoft che ha reso possibile leggere, rispondere e aggiornare le proprie attività su Facebook direttamente dal suo sito e anche dall’ultima versione di Windows Live Messenger. Si tratta di una soluzione insolita per il mercato che evidenzia una strategia nuova: l’avversario battuto non viene più fatto chiudere eliminandolo dal mercato, né viene acquistato e assorbito. No, lo si lascia in attività, trasformandolo in uno specchio che rimanda, modificata, sempre la stessa immagine, un moltiplicatore di spazi a costo zero per il vincitore ( i 100 milioni di utenti di MySpace o i 30di Windows Live non sono comunque una bazzecola in termini assoluti). Insomma una sorta di viral marketing dove il vincitore si inietta e si replica all’interno dell’ospite.

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