Caso Jammie Thomas: ancora una multa milionaria

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

È una donna, è una madre, è sola, ed è di origine nativa, che negli USA significa tuttora marginalizzazione e ghettizzazione. Secondo voi può pagare una multa di 1.5 milioni di dollari? Eppure le major ne sono convinte, tanto da averla trascinata in tribunale ormai circa un anno e mezzo fa, chiedendole di pagare quasi 2 milioni di dollari per la bellezza di 24 brani musicali che la donna aveva in condivisione sul suo computer tramite il noto programma di sharing KazaA.

24 brani, tanti ne aveva la Signora JammieThomas nella sua cartella condivisa col resto del mondo e per questo è stata trascinata in tribunale delle major, tra l’altro è il primo caso di questo tipo, non si era mai accusato direttamente un utente per aver condiviso dei file coperti da copyright e, a fronte di persone che sicuramente condividono centinaia se non migliaia di file tra musica, film, programmi e giochi in tutto il mondo, ci si chiede perché sia stata scelta proprio la povera signora Thomas, forse per dimostrare al mondo che le major non hanno alcuna pietà, che dobbiamo preoccuparci tutti, punirne una per educarne cento?

Sta di fatto che, in prima istanza, le major chiesero 222mila dollari, ma la Thomas e i suoi legali non ci sono stati: se proprio deve pagare deve pagare l’equivalente del valore di mercato dei brani, ossia 1 dollaro a brano, che per 24 farebbe 24 dollari. Anche in seconda istanza però la signora Thomas è stata ricondannata e la somma è passata a quasi 2 milioni di dollari e, benchè la signora Thomas sia stata riconosciuta nuovamente colpevole di aver infranto le leggi sul diritto d’autore, il giudice diminuì la multa del 97 %, dopo averla definita scioccante. Infine, nella terza istanza che c’è stata negli scorsi giorni, la colpevolezza è stata nuovamente riconosciuta e la richiesta delle major è sempre folle, ora però è di 1.5 milioni di dollari.

Il punto della questione e quello attorno a cui la difesa sta cercando di fare il suo lavoro però è proprio questo: ma quant’è il valore di un prodotto dell’ingegno? Come si calcola e, soprattutto, chi lo stabilisce? Perché in tre processi sono stati chiesti 222mila dollari, 1.92 milioni di dollari e 1.5 milioni di dollari? E perché un CD di 11 o 12 brani costa in media 25 € mentre un singolo brano venduto online costa circa 1 dollaro? E soprattutto, sarà realmente vero quanto le major vanno lamentando da anni e che invece prestigiose ricerche universitarie indipendenti vanno smentendo da altrettanto tempo e cioè che la pirateria sta riducendo sul lastrico l’industria musicale? E ancora, anche fosse vero, siamo sicuri che l’industria musicale debba avere per forza la struttura che ha attualmente?

Insomma sono tante le domande che emergono riflettendo sul caso Jammie e tutte senza risposta, ma con una sola certezza, che a una donna sola, madre e discriminata si possono chiedere 2 milioni di dollari per aver scaricato 24 brani musicali e questa richiesta viene avallata per tre volte dalla legge, una legge forse asservita ai poteri forti dell’economia e che andrebbe ormai riformata alla luce dell’era di internet.

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2 Commenti

  1. emanuele

    ottima analisi, mi spiace per la signora che combatte da anni contro questi mostri sacri del copyright.
    l’argomento è al centro di infiniti dibattiti, è certo però che questo tipo di violazione del diritto d’autore non sia più percepito comunemente come un reato, a parte forse le case discografiche.
    modelli nuovi di distribuzione, come itunes, hanno dimostrato che un’alternativa è possibile e vantaggiosa per tutti, a parte sempre le case discografiche :D

  2. rasellaguido

    E se già tali discografici hanno da scontar la pena per aver incitato all’uso smodato (Dati i lauti compensi,guadagnati a non far niente) di sostanze stupefacenti i vari musicisti e cantanti che,se non guadagnassero così tanto non avrebbero il da spendere in tali sostanze,ai medesimi giudicanti va il concorso di colpa quando un cantante o un musicista inizia a drogarsi (Imitato o meno che sia dai suoi fans),nell’istigazione a delinquere commisurata a costoro che,pur di farsi veder ricchi … si dedicano così all’uso di tali sostanze.
    Forse 24 brani scaricati da Internet hanno salvato qualche cantante dal finire nel vicolo drogati,e con costì hanno salvato giudici e magistrati dal divenire l’istigatore all’uso di sostanze stupefacenti atte così a dimostrare di esser ricchi sfondati se non solo più che ricompensati.
    Per ciò …

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