Cambiamenti climatici: li sorveglieremo tramite Internet

Ecologia e Risparmio Energetico     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Sono oltre dieci anni che Internet è stata aperta al grande pubblico, entrando di diritto al centro delle nostre vite, ma ancora è in grado di sorprenderci con le sue infinite e incredibili potenzialità e ogni volta ne scopriamo utilizzi nuovi, inaspettati, spesso utili se non fondamentali. E’ il caso di questa sperimentazione che sta per partire e che mischia Internet, calcolo distribuito, social network ed ecologia: si tenterà infatti di monitorare e addirittura prevedere i cambiamenti climatici grazie alla partecipazione mondiale di tutti coloro che abbiano un PC e una connessione a Internet.

L’iniziativa parte da un’idea del team di climateprediction.com, un’associazione che raccoglie le menti più brillanti di importanti centri climatologici mondiali, come quello dell’Università di Oxford ma non solo. Si tratta del più grande esperimento pionieristico nella storia climatica e, grazie ad esso, dovrebbe essere possibile calcolare quando le ondate di caldo, le alluvioni o gli uragani si abbatteranno sulla terra nei decenni a venire, e scoprire anche se gran parte della colpa può essere davvero attribuita all’effetto serra causato dall’uomo.

“I modelli regionali saranno in grado di simulare le caratteristiche del tempo e la loro interazione con l’ambiente” ha detto il dottor Richard Jones, responsabile del Met Office’s Hadley Centre e membro del team climateprediction.net. “Con l’aiuto dei cittadini, saremo in grado di eseguire il modello in maniera decisamente superiore a quanto si riuscirebbe a fare anche con un super computer, e vedere il rapporto tra cambiamenti e rischi climatici” ha aggiunto il dottor Myles Allen, capo del gruppo della dinamica climatica presso l’Università di Oxford e ricercatore principale per climateprediction.net.

Per il momento l’esperimento si terrà soltanto in Europa, Sud Africa e Stati Uniti, ma poi lo si potrà man mano allargare ad altre nazioni e continenti. “I nostri cittadini saranno interessati ai cambiamenti climatici, e avranno la possibilità di aiutare a descrivere e progettare il futuro” ha detto il dottor Philip Mote, direttore del Climate Change Oregon Research Institute, che esaminerà i risultati degli Stati Uniti. “I risultati aiuteranno a informare meglio i governi, imprenditori e gestori di risorse sul clima, in modo da poter adottare le misure adeguate di prevenzione”. “Vogliamo sapere come i rischi del brutto tempo e del bel tempo stanno cambiando, per preparare le persone al futuro. La questione non è se il cambiamento climatico sta accadendo, o perché sta accadendo. Sta accadendo, cosa significa questo per noi?” ha aggiunto ancora Allen.

Non sappiamo se questo ambizioso progetto riuscirà nel suo intento, anche se ricordiamo che il calcolo distribuito sullo studio del DNA ha portato a risultati importanti ma è bello vedere come uno strumento non serva soltanto a compilare chilometriche liste di amici mai conosciuti.

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