Al via la prima piattaforma di prestito digitale per le biblioteche pubbliche

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Al di là della miopia delle grandi major che detengono i diritti d’autore e che non hanno mai visto di buon occhio la rivoluzione digitale portata da Internet qualcosa inizia a muoversi, persino nel nostro tecnologicamente arretrato Paese. Internet non è infatti, come vorrebbero le major, soltanto sinonimo di pirateria e utilizzo illegale di materiale protetto da diritto d’autore, ma fonte di enormi potenzialità per sviluppare nuovi e più democratici modelli di circolazione e condivisione del sapere e quello che parte oggi in alcune delle biblioteche italiane ne è un esempio.

Il progetto risale a ben cinque anni fa ed è stato ideato e sviluppato da Horizons Unlimited Srl di Bologna con la collaborazione del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest di Milano e la Provincia di Reggio Emilia; al progetto hanno poi aderito anche circa mille biblioteche di quattro regioni: Lombardia, Toscana, Emilia Romagna ed Umbria. Si tratta di una piattaforma di prestito digitale per le biblioteche pubbliche italiane, che metteranno a disposizione contenuti vari (eBook, video, film, musica, foto, documentari e quotidiani) di 89 paesi in 39 lingue, accessibili a tutti gli utenti della Rete, tramite apposita tessera del servizio bibliotecario, ogni giorno e a qualunque ora con un semplice click. Attualmente la piattaforma raccoglie 49.500 oggetti digitali, tra cui 16.500 album musicali, 27.700 eBook, 2.500 eBook commerciali, 1.345 quotidiani, 1.000 audiolibri, 2.550 video, 120 banche dati, 180 learning object, e 150 collezioni iconografiche, con una partecipazione di circa 50 tra editori e distributori.

La piattaforma “Nasce dal bisogno di riempire un vuoto delle biblioteche italiane rispetto agli Stati Uniti, dove da anni gli utenti possono accedere online alle risorse multimediali; in Italia c’era una profonda arretratezza. Il modello a cui ci siamo ispirati era quello di un grande network nazionale di biblioteche che si uniscono e interagiscono sui contenuti multimediali”, ha spiegato Giulio Blasi, amministratore delegato di Horizon, che ha proseguito: “Nel 2009 nelle regioni più virtuose gli utenti delle biblioteche sono il 15-20 % della popolazione, mentre negli Stati Uniti la media nazionale è del 69 %. Attraverso la maggior confidenza con le nuove forme di fruizione culturale e i nuovi sistemi di lettura si punta anche a formare nuove generazioni di lettori, che possano poi avvicinarsi con consapevolezza al mercato degli eBook e dell’editoria del futuro”.

La fruizione dei contenuti avviene attraverso un login ai servizi Web delle biblioteche aderenti al circuito MLOL, è gratuita e può avvenire in due modi, o tramite streaming o tramite download a tempo. Al momento però gli utenti, che devono essere iscritti al sito della biblioteca, possono scaricare gli oggetti digitali solo in modalità streaming, mentre per il download a tempo (da 15 giorni a qualche mese) bisognerà attendere il prossimo anno e saranno gli editori a decidere le modalità per il rispetto del diritto d’autore, con o senza sistemi DRM; in un secondo momento si valuterà infine l’eventuale introduzione di servizi a pagamento, per la musica o i video.

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2 Commenti

  1. way

    I grandi libri scentifici devono restare anche in versione cartacea.
    le pergamene del mar morto sono sopravvisute per oltre 2000 anni,
    gli appunti di Leonardo da Vinci sono arrivati fino ai giorni nostri.

    Una Pagina Html invece e’ gia’ vecchia e non piu’ supportata dopo 5 anni.
    cosi’ come molti plugin o applet.
    Su tablet pc dovrebbero andare quotidiani e letteratura di basso livello, cioe’ la cacca usa e getta,
    che stampata su carta produrrebbe tonnellare di rifiuti da riciclare…

  2. carta_migliore_memoria

    “I grandi libri scientifici devono restare anche in versione cartacea.
    le pergamene del mar morto sono sopravvisute per oltre 2000 anni,
    gli appunti di Leonardo da Vinci sono arrivati fino ai giorni nostri”.

    Parole sante. Naturalmente, come peraltro precisato più avanti, il discorso vale per qualsiasi opera letteraria di quelle unanimemente ritenute degne di essere lasciate ai posteri. Sarebbe davvero la fine perdere tali opere solo perché non si è avuta l’accortenza di “salvarle” su carta: al confronto l’incendio della biblioteca di Alessandria sarebbe una bazzecola…

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