Il futuro del search secondo Google

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

La ricerca online è diventata uno degli aspetti preponderanti del Web 2.0, tanto che il motore di ricerca attualmente dominante, Google, è diventata la home page di moltissimi browser: del resto, in un panorama così immenso e denso di informazioni com’è divenuto ormai Internet perdersi o non trovare niente è molto più facile di quanto si pensi, per cui i motori di ricerca sono davvero le moderne bussole degli internauti. Come tutti gli strumenti quindi si sono evoluti moltissimo per far fronte a una quantità di informazioni sempre più enorme. Finora però ciò che si è evoluto di più sono gli algoritmi di ricerca, sempre più precisi, efficienti e veloci, e gli spider che percorrono quotidianamente il Web alla ricerca di pagine da indicizzare, i criteri però con cui ciò accade sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a 10 anni fa ed è impensabile che lo restino per altri 10 anni. Come sarà allora la ricerca nel futuro? Prova a spiegarlo Eric Schmidt, CEO di BigG.

Cambiare i criteri con cui si trovano le pagine è un punto chiave della ricerca online, non bastano più algoritmi efficienti, servono nuovi modi di raccogliere il sapere, tant’è che, per questo motivo, i molti potenziali concorrenti di Google stanno da tempo cercando vie alternative, vedasi Microsoft Bing o Wolfram Alpha. Nel mare magnum di internet non può essere più unicamente la rilevanza di certi risultati a far emergere o meno le pagine, perché questo rischia di lasciare non indicizzate immense distese di informazioni.

Effettivamente di questo il CEO di MountainView non parla nel suo racconto di cosa sarà il search in futuro, durante una conferenza organizzata da TechCrunch, limitandosi invece soltanto a suggestionare la platea dicendo che “È un futuro dove nulla verrà dimenticato. In questo futuro non vi sentirete mai perduti. Conosceremo la vostra esatta posizione. Le auto si guideranno da sole. Non vi sentirete mai soli, mai annoiati, mai senza un’idea.” Bello, come sarà fatto? Nessuno ce lo spiega. In goni caso le visioni di Schmidt diventano più interessanti quando parla di cose più concrete, dicendo ad esempio che presto il search mobile supererà quello su PC, grazie alle vendite di smartphone e PDA che non conoscono flessione e che presto supereranno per numero i PC. Ed è forse proprio nelle capacità dei dispositivi mobile che risiede la chiave di quanto prima affermato nebulosamente, del resto Schmidt si era spinto ad affermare che, dopo Google Instant, il passo successivo sarà un motore di ricerca che, come un veggente, troverà quello che ci interessa senza nemmeno il bisogno che l’utente digiti una singola lettera: difficile immaginare una cosa del genere su PC, mentre è molto più facile immaginare che, tramite geolocalizzazione, posizione satellitare del nostro PDA etc. un motore di nuova generazione, intelligente, possa sapere dove siamo e cosa stiamo facendo e proporci una serie di informazioni aggiuntive, senza il bisogno che glielo si chieda.

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Un commento

  1. ENGINE

    “È un futuro dove nulla verrà dimenticato. In questo futuro non vi sentirete mai perduti. Conosceremo la vostra esatta posizione. Le auto si guideranno da sole. Non vi sentirete mai soli, mai annoiati, mai senza un’idea.”

    Non so quanto possa essere bello….

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