Grazie alle nanotecnologie presto il backup della mente umana

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Ha un nome da Belle Epoque o da Repubblica di Weimar, da artista decadente di cabaret insomma e invece è una delle menti più illuminate per quanto riguarda gli sviluppi tecnologici dei nostri tempi, che tante volte ha precorso con sue invenzioni o “profezie”; si chiama Raymond Kurzweil ed è colui che negli anni ottanta descrisse, senza suscitare particolare interesse Internet così come al conosciamo oggi, oltre ad aver inventato cose come il riconoscimento vocale o l’OCR, la lettura ottica dei caratteri stampati e mille altre. Ora ci parla di un futuro in cui, presto, le nanotecnologie saranno pervasive così come lo è ora Internet e in cui sarà possibile, ad esempio, effettuare il backup di ciò che abbiamo nel nostro cervello e, visto da chi arriva la “profezia”, c’è da credergli.

Lo ha spiegato durante una convention viennese: entro vent’anni anche le persone comuni saranno in grado di effettuare un backup completo del proprio cervello, una copia carbone del contenuto della propria mente, proprio come facciamo ora col contenuto dei nostri hard disk, per non perdere i dati. Memorie, pensieri, connessioni, processi mentali, saranno tutti dentro un archivio elettronico, salvi per sempre, immortali e forse pronti per essere utilizzati in qualche modo. “Il procedimento è già tecnicamente possibile oggi” ha spiegato lo scienziato, ma lui si riferisce a uno scenario che è quello in cui ognuno potrà copiare il contenuto della sua mente in una specie di pen-drive. Secondo Kurzweil la tecnologia alla base di questo sviluppo, le nanotecnologie, porterà anche una serie di altri benefici: “Nei prossimi vent’anni avremo migliaia di nanobot nel sangue,” spiega infatti Kurzweil “microscopici computer dentro di noi in grado di curarci e potenziare le nostre abilità”.

Insomma finita l’era dell’evoluzione umana come risposta all’ambiente e raggiunta una certa stabilità, essa passa ora per il nostro rapporto con le tecnologie da noi stessi sviluppate, così com’è già successo con Internet e, se lo dice uno come Ray Kurzweil, c’è da credergli.

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3 Commenti

  1. Ian Maayrkas

    Beh, volendo essere pignoli non è che l’evoluzione in risposta all’ambiente sia cessata, è (ed è sempre stata) solo estremamente lenta.

  2. sickness

    “Nei prossimi vent’anni avremo migliaia di nanobot nel sangue,” spiega infatti Kurzweil “microscopici computer dentro di noi in grado di curarci e potenziare le nostre abilità”.

    …e ki non ha mai voluto essere nei panni di psicho, crysis..?? haha

    “occultamento attivato”

    benissimo ora posso andare negli spogliatoi femminili..

    grazie Kurzweil :)

  3. Dream Sequencer

    da leggere a riguardo “La singolarità è vicina”, proprio di Kurzweil.

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