Google spera in WebP per detronizzare JPEG

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

JPEG, un formato ormai celebre e diffusissimo per la compressione lossy (cioè con perdita di qualità) delle immagini. Nato nell’ormai lontano 1992 e adottato universalmente fa parte del nostro quotidiano quando ancora Internet non era così pervasiva. Proprio la nascita e lo sviluppo di Internet però ha fatto sì che tale formato fosse messo più volte in discussione nel corso degli anni, perchè giudicato inadeguato a trasmettere le immagini sulla Rete e altrettante voltesi è provato a sostituirlo con altri formati, ma tutti hanno fallito, chi per motivi tecnici, chi perché non è riuscito a imporsi come standard. In ogni caso le critiche sono continuate e ora tocca all’onnipresente BigG provare a sostituirlo col suo WebP, ci riuscirà?

Alla Google il JPEG non piace, dicono che è troppo pesante e che rallenta la navigazione, che i siti potrebbero caricarsi molto più velocemente se utilizzassero le immagini in un altro formato etc. in linea teorica sono molti a essere d’accordo, il problema è che tutti i formati alternativi proposti in questi anni hanno fallito. Finora. A Mountain View allora hanno deciso di provarci con un proprio formato, il WebP, che fa parte della più vasta iniziativa WebM, un progetto ideato per sviluppare standard multimediali aperti a vantaggio di tutti e soprattutto per fare da contenitore al discusso formato video VP8, da cui deriva direttamente la tecnologia alla base di WebP.

Anche il nuovo formato è di tipo lossy e, al pari di JPEG, sacrifica quindi la qualità delle immagini per ottenere file di dimensioni ridotte, ideali per il trasferimento via Internet, adottando però una strategia di compressione più aggressiva che, al netto dei 20 byte extra del contenitore di tipo RIFF (Resource Interchange File Format), è in grado di ottenere file grafici mediamente più piccoli del 39 % rispetto alla controparte JPEG.

Non sarà però così semplice: i primi test non sono soddisfacenti e questo formato attualmente non è supportato da nessuno, nemmeno dallo stesso browser Chrome, anche se l’iniziativa WebM ha già ricevuto il supporto da parte di nomi importanti come Mozilla, Opera, NVIDIA, ATI-AMD e altri.

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