Diritto all’oblio su Internet: alla firma dell’accordo assenti Facebook e Google

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Che bello il Web, dico davvero ovviamente. È sicuramente una delle cose più rivoluzionarie successe negli ultimi 100 anni in ambito tecnologico e ancora di più questo suo potenziale si è manifestato col cosiddetto Web 2.0, quello sociale, partecipato, di cui i social network sono forse la massima espressione. Ma, come tutti gli strumenti, è l’uso che se ne fa che lo qualifica e Internet e i social network in particolare hanno esasperato un problema sociale nato col telefono e poi amplificatosi con i cellulari: la reperibilità a 360° e la condivisione 24/7, due aspetti che lasciano poco o nessuno spazio alla privacy, che qualcuno invece potrebbe voler riconquistare per un motivo qualsiasi, futile o importante, ma sempre personale, scoprendo invece che su Internet… non si può sparire.

Ed ecco allora la lodevole iniziativa promossa dal Governo francese e portata avanti dal segretario di stato per lo sviluppo dell’economia digitale, Nathalie Kosciusko-Morizet. Si tratta in pratica della creazione di un documento di buona condotta per la protezione dei dati personali sul Web, primo passo per un diritto all’oblio da parte dei netizen, ossia il diritto di non lasciare tracce di dati personali nei motori di ricerca e sul Web. La carta di deontologia, comunque non coercitiva per le aziende, punta tra le altre cose alla creazione sui siti di un ufficio reclami virtuale e vuole inoltre dare la possibilità aglii internauti di sopprimere più facilmente i propri account Internet e di controllare meglio la pubblicazione dei dati personali sui motori di ricerca.
Il testo ha ottenuto l’avallo di Microsoft France, delle Pages Jaunes (Pagine Gialle), dei network Copains d’avant, Skyrock.com e di associazioni familiari e per la protezione dell’infanzia, che si impegneranno a “migliorare la trasparenza e l’uso dei dati personali pubblicati dagli internauti”.

Tutto bello, il problema principale è che l’accordo non è stato sottoscritto dai due principali attori di questa scena, ossia Google e Facebook, che da soli fanno quasi tutto il Web 2.0 e che di questo accordo non ne hanno voluto sapere nulla. Ma come, pochi giorni fa un rappresentante del sito in blu aveva affermato l’importanza, per loro, che i dati personali fossero gestibili meglio dagli utenti, perchè sono loro e solo a loro appartengono… forse si intendeva dire che sono loro fin quando restano nei database e possono comunque essere spesi come capitale, ma quando li si rivuole indietro allora la musica cambia. Che bello il Web, dico davvero ovviamente.

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Un commento

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