Net Neutrality: i Provider USA contro il Governo

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Stati Uniti, sta per iniziare quello che potrebbe forse essere l’ultimo atto dello scontro tra il Governo e gli Internet Service Provider statunitensi per quanto riguarda il discusso argomento della Net Neutrality. La commissione governativa infatti ha studiato e proposto regole più ferree per regolamentare la neutralità della Rete, ma gli ISP insorgono e non ne vogliono sapere, paventando minacciosamente danni economici e licenziamenti di massa.

Siamo ormai al ricatto: la settimana prossima a Capitol Hill CEO di almeno 15 società appartenenti all’industria statunitense del broadband e i sostenitori della cosiddetta neutralità della Rete, rappresentati dai massimi vertici della U.S. House of Commerce e della Federal Communications Commission (FCC), guidata dal chairman Julius Genachowski, si incontreranno per discutere delle modifiche alla legge attuale, con i primi che sventolano già danni economici ingenti, perdita di proventi e investimenti e licenziamenti se la FCC dovesse intestardirsi nel suo proposito.

La banda larga infatti non è infinita e decidere a cosa destinarla è argomento tutt’altro che ozioso, dal punto di vista economico. Ovviamente agli ISP conviene enormemente di più che la Rete non sia neutrale rispetto ai contenuti e che quindi loro siano liberi di “aprire o chiudere i rubinetti” a seconda dell’uso che gli utenti ne fanno, al fine di privilegiare la veicolazione di contenuti premium, on demand e, in definitiva, a pagamento. Insomma ai Provider l’idea di spremere due volte le mucche, facendosi pagare la linea e poi i contenuti che vi passano sopra piace oltre ogni modo, mentre il legislatore vorrebbe che i Provider si limitassero a erogare il servizio (su cui ci guadagnano già), limitandosi a questo e non immischiandosi attivamente su cosa passa sulla Rete.

Non resta quindi che vedere se ancora una volta la vecchia e superata teoria neoricardiana del mercato libero che si autoregola attraverso il meccanismo della “mano invisibile” sarà ancora una volta applicato o se invece si avrà il coraggio di chiamare tutto ciò speculazione economica e proteggere gli utenti e i diritti democratici con una legge ad hoc.

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