Cyberguerra: gli USA preparano il proprio esercito

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Nel film Jarhead, ambientato durante la prima guerra del Golfo degli anni 90, si parla di come la guerra si fosse già evoluta, superando il semplice uso delle truppe di terra e degli scontri a fuoco, che avevano caratterizzato tutte le ultime grandi guerre del 900. In Kuwait i soldati non spararono quasi un colpo e non videro praticamente mai il nemico, a fare tutto ci pensarono gli aerei, gli elicotteri, l’artiglieria, al massimo i carri armati. Insomma erano scenari, già allora, che avevano superato l’impiego del semplice essere umano a piedi. Ora, quasi alla fine del 2010, negli USA fanno un altro passo: i futuri scenari di guerra asimmetrica, come la chiamano gli esperti, renderanno inutili anche i mezzi più veloci e lo scontro sarà soprattutto teso a sabotare, o a difendere, le reti sensibili. Per questo motivo il Governo ha deciso di dotarsi di una task force per la cyberguerra.

Si chiama United States Cyber Command ed è l’evoluzione di quella che era la Joint Task Force Computer Network, creata nel 1998 e composta di 24 militari esperti di informatica. Il nuovo corpo militare ha un effettivo di mille soldati, un budget di 120 milioni di dollari e ha il compito di bloccare, ma anche di attaccare, i nemici del cyberspazio, al momento solo quello degli Stati Uniti. Da ottobre, la nuova struttura militare sarà pienamente operativa e la Casa Bianca sta già meditando di ampliarne le competenze.

L’esigenza di creare una task force specializzata nella difesa delle reti informatiche militari era in discussione già alla fine degli anni Novanta, un periodo in cui, anche a seguito di alcuni attacchi informatici provenienti dagli stessi USA fu dimostrata la debolezza dell’infrastruttura di allora e la necessità di attrezzarsi di una task force per il cyberwarfare. Ma i protagonisti non vogliono essere confusi con dei semplici hacker e si considerano invece soldati a tutti gli effetti, visto che soltanto un militare potrebbe ad esempio essere in grado di capire se qualcuno si è insinuato nella rete per modificare coordinate e obiettivi di un’operazione.

Il Cyber Command avrà per il momento il compito di proteggere esclusivamente le reti informatiche dell’esercito, ma secondo il generale Keith Alexander, capo del Cyber Command, esistono altre reti che possono essere essenziali per la sicurezza nazionale e che, in caso di guerra, risulterebbero strategiche, come ad esempio i sistemi elettrici o idrici e nessuna di queste, attualmente, rientra nella giurisdizione del Cyber Command. l’America infatti ha connesso la propria economia a Internet più di ogni altra nazione del mondo e mentre altri Paesi non avrebbero difficoltà a isolare le reti nazionali dal resto di Internet, le autorità statunitensi ne avrebbero molte, poiché le infrastrutture sono proprietà privata e sono gestite da una pluralità di soggetti.

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