Svezia: ora c’è anche l’ISP pirata

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Sul fronte digitale europeo si combattono ormai molte battaglie: in Svezia, in Finlandia, in Francia e anche nel nostro Paese è tutto un fiorire di continui processi, revisioni, proposte di legge, atte a tentare di regolamentare e spesso forzare la mano nei confronti della condivisione e dall’altro è pieno di associazioni ed iniziative volte all’esatto opposto, segno chiaro che l’intero concetto di copyright, condivisione e circolazione della cultura ai tempi della rete andrebbe rivista da cima a fondo. Ora l’ultimo colpo di scena: il partito Pirata svedese, nato dal celebre sito di condivisione The Pirate Bay (criptato in Italia) ha avviato anche le attività come ISP.

Esatto: in Svezia è già attivo, anche se in fase di sperimentazione, nella zona di Lund il primo provider pirata della storia. Se la sperimentazione avrà successo raggiungere il resto del paese dovrebbe essere una questione di pochi mesi.

Il provider garantirà anonimato completo, gli indirizzi IP infatti non saranno conservati, così come i log delle attività, né sarà permesso al Governo svedese di monitorarne le attività, insomma chiunque usufruirà dell’ISP in questione sarà completamente blindato, invisibile e anonimo. Unica scomodità: l’utente che deciderà di farne uso dovrà essere il tecnico di se stesso; essendo l’ISP completamente anonimo dovrà infatti essere gestito esclusivamente dal proprietario, non si potrà certo fare conto su una struttura di assistenza tecnica.

“Questo è uno dei modi per non soccombere al Grande Fratello. Un provider pirata è necessario, non fosse altro che per mettere il sale sulla coda ai provider “ufficiali”. Se non si comportano come dovrebbero, ci sarà sempre qualcuno pronto a prendere il loro posto” ha dichiarato Gustav Nipe, membro del PiratPartiet e responsabile del provider pirata.

In questo caos che regna su qualsiasi fatto che riguarda la circolazione dei contenuti culturali, il pagamento dei diritti d’autore etc. noi ci siamo sempre dichiarati favorevoli alla libera circolazione, alla revisione del copyright e all’adozione di forme più flessibili ed egualitarie come il Copyleft e i Creative Commons e siamo sempre stati contro l’azione delle major, spesso dimentiche dei diritti civili. Di fronte a questa operazione però ci sentiamo di avanzare dei dubbi, perché non vorremmo che il Grande Fratello paventato da Nipe non sia però, nel 2011, una rete oscura e opaca, completamente anonima, dove chiunque può nascondersi impunemente, terrorista o pedofilo, piuttosto che una rete di controllo assoluto. Non sappiamo come andrà a finire, ma noi siamo per la via di mezzo, per una giusta libertà di condivisione e una giusta retribuzione degli autori e contro le mire esclusivamente economiche delle major.

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