Materia programmabile: arrivano gli Origami Robot

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

L’Origami, per chi non lo sapesse, è l’antica arte giapponese di piegare la carta per ottenere delle forme. Le piegature base sono limitate a pochi modelli, ma combinate tra di loro possono dare vita a infinite forme, partendo sempre e solo dallo stesso foglio di carta. Ora pensate a questo concetto e pensate a tutti quei film di fantascienza in cui un solo oggetto può mutare forma e funzione a piacimento, adattandosi alle esigenze del momento: ecco questi sono i concetti alla base della cosiddetta materia programmabile e questi sono gli Origami robot che le danno vita.

Il gruppo di ricerca misto, formato da scienziati del MIT e dell’Università di Harvard, non ha scelto casualmente il nome da dare a questo piccolo foglio la cui superficie è attraversata da circuiti flessibili, minuscoli motori a stato solido e piccoli magneti. Grazie allo sviluppo anche di un algoritmo specifico che individua i punti in cui piegare il foglio secondo la forma che si vuole ottenere infatti questi piccoli quadratini di carta possono assumere diverse forme, al momento in realtà solo quella di barchetta di carta o aeroplanino, ma in futuro potenzialmente di tutto.

Alla ricerca, oltre al MIT e alla Harvard University, ha in realtà partecipato finanziariamente anche la DARPA, la famosa agenzia americana di difesa, a cui tra l’altro si deve originariamente il progetto che poi è diventato Internet. Questo farebbe presupporre impieghi potenziali anche molto differenti: all’Università infatti parlano di impieghi eminentemente civili, ad esempio si potrebbe ottenere una sorta di “coltellino svizzero” (concettualmente non come forma), un oggetto multi uso e multi funzione, in grado di assumere le forme più varie, da treppiede e chiave inglese, ma ciò non ne esclude un uso anche in scenari di cyber-warfare avanzato, ad esempio postazioni di difesa mobili che possono cambiare forma a seconda della necessità e del terreno circostante o estensioni di tute e giubbotti da combattimento in grado di adattare alcune loro parti per svolgere funzioni specifiche o adattarsi al supporto di armi differenti. In effetti i concetti di materia programmabile sono in sviluppo da diversi decenni e non si applicano solo a fogli come quelli sviluppati dal MIT ma anche ad esempio a fluidi etc. Un po’ come il T-1000 di Terminator 2, il robot di metallo liquido in grado di assumere le forme più svariate o come il cane Flender nella serie anime di Kyashan o il peronaggio principale dell’altro anime Hurricane Polymar, entrambi in grado di mutare la propria forma per prendere quella di svariati veicoli terrestri, aerei e subacquei.

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