Italia: un Comitato antipirateria?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Nell’ormai eterna lotta tra chi pensa di difendere i propri diritti di consumatore infrangendo la legge e scaricando illegalmente contenuti coperti da copyright e chi pensa più a tutelare i propri interessi economici, nessuno si preoccupa di riformare il concetto, ormai obsoleto, di diritto d’autore. Ecco quindi che anche in Italia ci sono segnali della formazione di un Comitato Anti pirateria che, come tutti quelli analoghi sparsi nel mondo, non si preoccupa minimamente di aggiornare le leggi in materia, ma si preoccupa solo di mantenere lo status quo.

Un recente comunicato stampa diramato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, indicava un obiettivo preciso: “Un codice di autoregolamentazione tra tutti quei soggetti che operano in ambito digitale”. Questa affermazione è infatti scaturita dall’ultima riunione del redivivo Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale, di cui si erano perse le notizie. La riunione si è tenuta presso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, coordinata dal prof. Mauro Masi, ed in essa si è deliberata la costituzione di una speciale task force interna. Scopo congiunto quello affermato poco sopra appunto: I player del settore dovranno unirsi, in vista dello sviluppo e dell’adozione di un codice di autoregolamentazione comune ai vari attori dell’industria, per contrastare uniti il fenomeno della pirateria.

Pochi i dettagli illustrati dal comunicato, tutti generici, ma qualcuno preoccupante: “Il Comitato ha esaminato anche le proposte del rappresentante del ministro della Gioventù ed ha analizzato gli sviluppi del negoziato ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) sugli aspetti concernenti il contrasto della pirateria digitale” si legge infatti.

Insomma il redivivo Comitato non solo non ha deposto le armi, non solo non si interesserà minimamente di riformare piuttosto che di controllare o punire, ma sembra che sia tornato più agguerrito di prima e con intenzioni preoccupanti, almeno per chi tiene a cuore i diritti civili e amerebbe vedere armonizzati, in una nuova e più attuale legge, i diritti di chi fruisce un’opera e di chi la produce.

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