Google a caccia di Facebook

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

E menomale che il suo motto è “Don’t be evil”, non essere malvagio. Malvagio forse no, almeno per il momento, ma ingordo sicuramente si e visto che in passato ci si è sempre accaniti contro i monopolisti additandoli come il male assoluto, il passo da monopolist a evil dovrebbe essere considerato breve da chiunque abbia un po’ di onestà intellettuale. Stiamo ovviamente parlando di Google che in questi anni dopo aver fagocitato aziende di tutti i tipi ed essersi allargato dall’originale motore di ricerca a mail, documenti online, cellulari, sistemi operativi e, soprattutto pubblicità, ora mira decisamente all’editoria online e ai social network, con un obiettivo primario: scalzare Facebook dal trono.

Piccoli monopolisti crescono, mascherandosi sotto le amichevoli spoglie di una paginetta bianca con una morbidosa scritta colorata. A MountainView desiderano ogni cosa che vedono e i vasti e ancora in parte largamente vergini campi dei network sociali sono troppo invitanti per lasciarli in mano a Facebook.ci avevano già provato con Orkut e con Buzz, ma le cose non sono andate come ci si aspettava ed ecco allora sbucare dalla fucina di idee di BigG Google Me, nome e progetto ancora ufficiosi ma molto credibili e confermati anche da vari “ex” di un certo livello, come Kevin Rose, il fondatore di Digg o Adam D’Angelo, ex dirigente Google e ora responsabile della startup Quora.

Forse infatti a MountainView potrebbero aver trovato la quadratura del cerchio, il modo per mettere a frutto il tanto lavoro di questi anni, trovando una vera funzione ai prodotti di casa che, singolarmente, non sono riusciti a produrre quanto ci si attendeva, ossia Picasa, YouTube, Orkut e Buzz. Ora Google Me potrebbe integrarli bene all’interno di un unico servizio, un social network che integri quindi gestione mail, contatti, video e foto e magari inserendo anche una condivisione di contenuti che punti su contenuti a pagamento, tramite Google Checkout e Newspass.

Insomma BigG in questi anni ha concentrato nelle sue mani un potenziale incredibile, ma ancora non ha saputo immaginare bene cosa farsene, ora forse potrebbe arrivare la svolta, anche se ci sarebbe da interrogarsi su quanto sia libero e sicuro per la privacy degli utenti un mercato che presto o tardi finirà per avere esclusivamente i colori e il logo di Google.

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