Ancora una vittoria per RapidShare

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Ci hanno provato tutti e in tutti i modi a fermarlo, ma RapidShare sembra non essere soggetto alla sorte toccata ad altri siti di condivisione più o meno famosi, segno che le leggi, ormai troppo vecchie e inadeguate ai nuovi scenari, sono facilmente interpretabili in modi completamente opposti. Capita così dunque che RapidShare venga assolto da accuse simili a quelle mosse ad esempio a The Pirate Bay con motivazioni opposte e cioè che il sito sarebbe un contenitore, che in gran parte è utilizzato per scopi legali e che comunque non potrebbe essere considerato responsabile dei contenuti che gli utenti vi caricano.

Niente filtri quindi per il sito di file sharing tra i più famosi e gettonati al mondo. Secondo il giudice infatti adottare filtri che bloccano parole di uso molto comune rischierebbe di bloccare quasi tutte le attività del sito, impedendo quindi agli utenti, che per la gran parte lo utilizzano per fini perfettamente legali, di poterlo utilizzare, cosa che costituirebbe una palese violazione dei loro diritti, tra cui quello di custodire una copia privata di contenuti legalmente acquistati. Capelight Pictures quindi, il distributore cinematografico che ha mosso queste accuse, non può pretendere alcuna cancellazione proattiva o l’implementazione meccanismi di filtri sui server di RapidShare.

La decisione della corte è stata ovviamente accolta con favore dai legali di RapidShare, con l’avvocato Daniel Raimer che sottolinea come essa rappresenti un altro passo nella giusta direzione: “La pratica in precedenza molto comune tra i detentori del copyright di denunciare RapidShare sulla base dell’opportunità di guadagnarci qualcosa equivocando le realtà in cui il servizio opera e dimostrando disprezzo per il suo modello di business non porterà più ad alcun risultato”. Il riferimento è ovviamente alla precedente causa, quella col produttore di film per adulti Perfect10, accusato da RapidShare di essere un “troll del copyright” e di lasciare appositamente circolare copie pirata dei suoi prodotti per poi tentare di incastrare le società che a loro insaputa ne ospitavano qualche copia.

Non sappiamo se, come invece sostengono i legali del sito, il vento stia davvero cambiando, sappiamo però per certo che la gestione della proprietà intellettuale, così com’è ora, è ormai assolutamente inadeguata e andrebbe riformata al più presto.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati