Zuckerberg cambia idea sulla privacy

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Non troppo tempo fa aveva dichiarato che la privacy era un concetto superato e che agli utenti di Internet più giovani non interessava più; poi erano seguite le modifiche dei settaggi della privacy so Google che non chiedevano più l’autorizzazione preventiva su cosa uno voleva fosse pubblico, ma si basavano invece su un divieto a posteriori, cioè l’utente doveva indicare cosa NON voleva che fosse pubblico. In seguito sono arrivate le reazioni della stampa, degli utenti che minacciavano di annullare la sottoscrizione e, infine, anche l’ingiunzione dell’Unione Europea, che invitava il sito in blu a rivedere le proprie politiche sulla privacy, troppo spigliate e interessate unicamente al lucro  oltre che lesive dei diritti degli utenti. Ora Mark Zuckerberg, patron di Facebook, fa marcia indietro su tutto, ma ha sudato freddo. Letteralmente.

Già, perché il povero Mark, bistrattato e attaccato da tutte le parti peggio di un fortino yankee in territorio indiano, ha davvero sudato molto parlando dell’argomento nel corso dell’ultima edizione della D8 Conference, evento organizzato dalla testata specializzata All Things Digital. Un’intervista non semplice che ha visto anzi il giovane CEO sottoposto a un fuoco di fila da parte dei giornalisti Walt Mossberg e Kara Swisher. Zuckerberg si è subito posizionato sulla difensiva, perfettamente in linea con la recente ammissione di colpevolezza su quanto fatto in materia di riservatezza dei dati personali di più di 400 milioni di utenti, ma evidentemente la cattiva coscienza e, in parte, l’essere costretto ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile operato della sua azienda l’hanno fatto agitare più del dovuto e così è stato costretto a togliersi improvvisamente la felpa.

“La privacy è molto importante per noi e credo ci siano state delle percezioni sbagliate al riguardo” ha detto Zuckerberg, che ha poi continuato dicendo che “Non stiamo cercando di lasciare che tutte le informazioni rimangano disponibili, questa è una menzogna. Anzi, incoraggiamo la gente a mantenere privata la maggior parte dei loro dati. Anche se alcuni di questi, quelli basilari, dovrebbero rimanere pubblici”. Il CEO del sito in blu ha quindi spiegato di aver ricevuto vari feedback da parte degli utenti, a proposito di impostazioni troppo complesse, che infatti sono state recentemente semplificate, poi Zuckerberg ha ammesso di aver compiuto degli errori in passato ed è stato proprio in quel momento che ha iniziato a sudare e uno dei due giornalisti gli ha suggerito di togliersi la felpa. Ahi ahi Mark, brutto segno mostrare la coda di paglia mentre si sta negando di averla.

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