Quasi pronto uno schermo al grafene?

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Il grafene sembrerebbe essere, nell’immediato futuro, la miglior soluzione agli attuali limiti tecnologici dei chip al silicio. Molto più facile da reperire e da implementare rispetto a tecnologie futuristiche ma ancora nebulose come nanotubi, DNA; virus, molecole e quanti di luce, esso potrebbe essere utilizzato a breve, permettendo un significativo balzo in avanti di tutta la tecnologia attuale, grazie alle sue elevatissime caratteristiche elettromagnetiche. Uno dei suoi impieghi potrebbe essere proprio quello della realizzazione di pannelli per display, ma il problema principale, al momento, è la tecnica di stampaggio. Dalla Corea del Sud però arriva la notizia che un’Università avrebbe trovato il modo per stampare un display di 30 pollici.

Il grafene è un materiale composto da uno strato monoatomico di carbonio – disposto in forme esagonali su uno spessore equivalente a 0,35 nm di un singolo atomo. Niente di esotico quindi e poco presente in natura: iridio, gallio, tantalio e altri metalli rari già attualmente utilizzati in elettronica sono molto, molto più rari in natura. Il principale ostacolo all’adozione di massa di questo materiale nei circuiti è stata, fin qui, la difficoltà di stamparne strati omogenei, ma alcuni scienziati facenti parte di un team di ricerca dell’Università di Sungkyunkwan, in Corea del Sud, hanno annunciato di aver messo a punto un nuovo processo produttivo, che gli ha permesso di stendere lo strato di grafene per un display da 30 pollici. Il team non è nuovo a queste “imprese” col grafene, visto che sono stati sempre loro ad essere riusciti in precedenza a stenderne uno strato omogeneo di 10 centimetri; qui però si è andati molto oltre, come hanno fatto?

Il processo adottato si chiama roll to roll e non è nuovo, ma è stato necessario metterlo a punto per le specifiche caratteristiche del materiale da trattare. In pratica si è utilizzato un foglio di rame arrotolato attorno a un cilindro e installato all’interno di uno speciale “forno” in cui gli atomi di carbonio vengono trasportati da un flusso caldo di idrogeno e metano fino a incontrare la superficie di rame, dove tendono a depositarsi sotto forma di uno strato uniforme di grafene, in pratica una sorta di vaporizzazione. In seguito lo strato di rame così trattato viene estratto dal forno e sopra si fanno passare dei cilindri caldi, in questo modo si trasferisce il sottile strato di grafene dal rame a una base di poliestere; infine si perfeziona il tutto con lo stampaggio di elettrodi di argento.

La prima applicazione di questo nuovo processo produttivo potrebbe essere quello di realizzare il tanto chiacchierato display flessibile su cui stanno già lavorando, compresa Sony. Utilizzando infatti il grafene per realizzare gli elettrodi trasparenti di un display ultrasottile, i ricercatori sono convinti che si risparmierebbe sui sui costi e si guadagnerebbe in robustezza, velocità di risposta e flessibilità. Insomma il primo passo parrebbe compiuto e ora più che mai, trattandosi di display, staremo a vedere.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati