Piccoli robot crescono

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Ormai sono sempre più tra noi: il robot PR2 infatti è un modello, declinato in più esemplari, sviluppato da un team di ricercatori indipendenti raccolti attorno al Willow Garage. Si tratta di un interessante progetto open source il cui prodotto è in grado di apprendere e mettere in condivisione con gli altri esemplari ciò che ha imparato, per evolversi così più velocemente, aggiornando i propri sistemi e acquisendo così abilità aggiuntive rispetto a quelle di base.

A vederlo somiglia un po’ al robot Johnny 5 di Corto Circuito, ma ovviamente non siamo ancora a quei livelli (immaginati) di evoluzione tecnologica. PR 2 non è certo un robot autosenziente e dotato di una propria intelligenza (oltre che a un certo senso dell’umorismo, nel film). Si tratta comunque di un progetto molto interessante in quanto i diversi prototipi, dotati di caratteristiche base, saranno mandati in giro per il mondo presso vari istituti partner di Willow Garage: il software che li anima infatti è open source e potrà essere modificato da ciascun team per scopi specifici, ma poi tutti gli avanzamenti guadagnati dal singolo esemplare saranno condivisi e resi disponibili per tutti gli altri, così l’evoluzione sarà più veloce.

Ovviamente, come si può capire, non si tratta di evoluzione basata su capacità proprie del robot di imparare, visto che si tratta di una semplice evoluzione passiva, tuttavia l’idea alla base è rivoluzionaria e chissà che, sulla lunga distanza, non porti a risultati interessanti quanto inaspettati; dopotutto la coscienza è, secondo molti studiosi, il punto di massa critico, oltre il quale la quantità di informazione diviene consapevole, si tratta quindi di semplice (si fa per dire) processo di accumulazione, una cosa che secondo alcuni scrittori cyberpunk potrebbe ad esempio, prima o poi, riguardare anche la stessa Rete, chissà quindi che prima o poi anche PR2 a forza di imparare a svolgere gesti e lavori di diverso tipo non acquisti una certa autoconsapevolezza, magari specialmente dopo che Bosch, uno dei partner di Willow Garage, sarà riuscita a sviluppare per lui una pelle artificiale che gli permetta di sentire l’ambiente circostante.

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2 Commenti

  1. Ian Maayrkas

    Son l’unico che pensa a Skynet? :D

    Scherzi a parte, interessante. Chissà dove riusciremo ad arrivare…

    Ciao
    Ian

  2. roberto

    Ragazzi/e scherzi a parti siamo ancora mooooolto distanti dall’intelligenza artificiale..
    Pensate che un cervello di un gatto è 83 volte + veloce di super calcolatore quello in questione aveva 140.000 processori.. E anche qndo avremo a disposizione una macchina moooolto + veloce rimarrà sempre il problema di riuscire effettivamente a distruire il lavoro in modo efficiente.. e supponendo anche questo “fatto” rimane da progettare un software che sia “intelligente” e sono serviti milioni di anni di evuluzione alla natura… Parole di un ing informatico..

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