P2P: per la Spagna è un prestito e non un furto

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Dopo un iter giuridico durato cinque anni arriva finalmente a conclusione in Spagna l’ennesimo processo contro il P2P; questa volta ad essere portati sul banco degli accusati erano stati quattro ragazzi proprietari del classico sito di file sharing. A sorpresa comunque i giudici hanno assolto i ragazzi: il peer to peer sarebbe infatti una semplice evoluzione digitale della vecchia abitudine di prestarsi libri, musica e quant’altro, tutte cose del tutto legali e quindi non perseguibili ai fini di legge soltanto perchè è cambiato il media.

L’inizio del caso risale al 2005, quando la società di raccolta dei compensi EGEDA (la SIAE spagnola) e la casa di produzione cinematografica Columbia Tristar denunciarono alla polizia il sito CVCDGO.com, divenuto estremamente popolare dopo il lancio nel 2004 ed arrivato a 11 milioni di visite al mese, col conseguente arresto delle quattro persone che lo gestivano. L’accusa era ovviamente sempre la solita, pubblicazione di link e puntatori al download di contenuti protetti dal copyright sulle reti di file sharing, azione in certi casi aggravata dal fatto che i film non fossero ancora nemmeno usciti nei cinema iberici. Ora, dopo cinque anni, arriva l’assoluzione piena, con una sentenza che farà sicuramente storia: “È da tempi antichi che esiste il prestito o la vendita di libri, film, musica e molto altro” hanno infatti scritto i giudici “la differenza ora consiste principalmente nel mezzo utilizzato: in precedenza c’erano la carta o i mezzi analogici e ora tutto è in formato digitale, la qual cosa permette uno scambio molto più veloce e di maggiore qualità raggiungendo ogni parte del mondo grazie a Internet”. Lo scambio dei contenuti incriminati è inoltre avvenuto tra moltissimi utenti in contemporanea, senza che nessuno ne ricevesse un diretto ritorno economico, hanno affermato ancora i giudici nella sentenza, ragion per cui le pretese accusatorie dell’industria decadono e ai quattro admin di CVCDGO va restituito lo status di cittadini liberi e incensurati.

Noi vogliamo soltanto riflettere sul fatto che, ancora una volta, la materia che regola i rapporti tra Internet e il copyright è oscura e si presta a letture anche completamente antitetiche, come dimostrano in questi anni sentenze pro e contro che si rincorrono costantemente in tutti gli angoli del pianeta. Sembra quindi sempre più necessario e urgente riflettere seriamente a livello mondiale, per ripensare l’argomento aggiornandolo alle nuove tecnologie, in modo da avere una legge omogenea e univoca.

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2 Commenti

  1. Nukes

    Cristoforo Colombo per ottenere qualcosa è dovuto andare in Spagna.
    In Spagna si può assistere alla corrida, con buona pace degli animalisti,
    e in ogni caso il toro finisce sempre in bistecche.
    In Spagna hanno ancora i Casini che è cosa buona e giusta.
    Dalla Spagna abbiamo ancora molto da imparare…
    Liberiamoci da isteriche e inutili leggi fancazziste dettate da figli e figlie di papà,
    che ereditano imperi economici di decine di milioni di euro, senza aver mosso un dito.
    fuffi fuffi ohhh fuffi… gente inutile.

  2. Giorgio

    Il diritto d’autore, così com’è oggi concepito, non ha alcun senso ed è solo un modo per arricchire chi non è autore ma gli autori li sfrutta; proprio l’opposto di quello che la legge sui diritti d’autore dovrebbe fare.
    Un esempio ? ma se l’opera dell’ingegno dovesse VERAMENTE essere tutelata… allora i quadri d’autore ? per fare una analogia con la musica, ogni volta che si mostra un quadro in pubblico … bisognerebbe pagare i diritti !
    E la stessa cosa per le sculture e per le alte opere dell’ingegno, che so, per le invenzioni innovative, per la moda e così via.
    Se ci pensiamo, ma la SIAE tutela i diritti di chi ? certo non degli autori !
    Aboliamola e passiamo ad un sistema senza i parassiti che vivono sul lavoro degli altri ! Già esiste un sistema funzionante e piu’ giusto; il CC, usiamolo e mandiamo a casa i fannulloni che vivono a sbafo sulla SIAE !

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