Niente computer, siamo bambini inglesi

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Niente PC, siamo bambini inglesi. Così, parafrasando il titolo della celebre commedia, si potrebbe commentare la notizia. Ma di cosa stiamo parlando? Del fatto che in Inghilterra è in corso un dibattito sull’opportunità di far avvicinare o meno i bambini sotto i 9 anni alle nuove tecnologie. Secondo il programma laburista del governo uscente infatti si parlava di avvicinare i bambini alle nuove tecnologie già dai 40 mesi (grossomodo 3 anni e mezzo di età), ma ora i conservatori, poggiandosi agli psicologi della Royal Society Of Medicine dicono di no ed alzano la soglia a ben 9 anni.

Questa sarà infatti la posizione che esprimeranno sia il dottor Aric Sigman, membro della Royal Society of Medicine e membro associato della British Psychological Society, sia la professoressa Kathy Hirsh-Pasek, membro del dipartimento di Psicologia della Temple University di Philadelphia, dove è responsabile del laboratorio di ricerca sul linguaggio infantile, nel corso della conferenza organizzata dalla Open EYE Coalition, impegnata in una campagna di riorganizzazione del sistema educativo inglese riguardo ai primi anni di vita. Gli esperti sembrano quindi essere d’accordo: il computer, se usato prematuramente, rischia di compromettere le abilità di lettura e di calcolo matematico, deformando la realtà in un delicato momento della vita in cui i piccoli devono ancora farsi un’idea consapevole del mondo, dello spazio e del tempo. Meglio dunque impedire invece di favorire l’uso di strumenti tecnologici, dei videogiochi e della navigazione Internet nella prima infanzia: bisognerebbe invece creare una zona “technology free” per dar modo ai più piccoli di sviluppare le capacità di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche. I bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento.

Stimolare un bimbo attraverso forti sensazioni audio-visive non significherebbe quindi aiutarlo nella crescita. Un bombardamento tecnologico prematuro rischierebbe infatti di compromettere un sano sviluppo. Poche le eccezioni tecnologiche tollerate dagli esperti, che riconoscono invece ai programmi di disegno il merito di potenziare la creatività e lo sviluppo del pensiero.

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