La tecnologia ci evolve davvero?

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

L’essere umano, a differenza degli altri animali, è l’unico in grado di rapportarsi all’ambiente esterno tramite lo sviluppo di ciò che chiamiamo cultura, ossia una risposta all’ambiente e ai bisogni primari non dipendente dal proprio imprinting genetico, ma elaborata dalla mente. Ciò ha consentito alla specie umana quel successo evolutivo che altre specie non hanno avuto: noi siamo più flessibili, perché non ci basiamo unicamente sulle nostre capacità innate, ma siamo in grado di elaborare strumenti che vanno a integrarsi alle nostre capacità, espandendole. Dalla rivoluzione industriale in poi il nostro strumento evolutivo più potente è stato la tecnologia, prima meccanica e ora elettronica, ma ci stiamo davvero evolvendo?

Le moderne tecnologie ci impongono lo sviluppo di capacità che l’uomo, normalmente, non ha: ad esempio il multitasking, ossia la capacità di fare e seguire più attività contemporaneamente, non rientrerebbe nel corredo di capacità che la genetica ci ha donato, eppure l’interazione con la tecnologia attuale lo richiede. Siamo bombardati continuamente da diversi flussi di informazione, dal telefono al computer alla TV, e siamo in grado di fare sempre più cose contemporaneamente. In media ricorriamo ai mezzi di comunicazione tre volte di più rispetto agli anni Sessanta e visitiamo circa 40 siti Web al giorno, cambiando finestra o programma almeno 37 volte in un’ora. Sul New York Times sono state ospitate le opinioni di diversi studiosi di varie branche della conoscenza e molti si sono rivelati critici nei confronti di questa nostra interazione con la tecnologia. Ad esempio un team di ricercatori della Stanford University, guidato da Clifford Nass, un neuroscienziato, ha dimostrato che se il cervello di chi sa usare un computer è più abile a trovare informazioni mentre quello di chi gioca ai videogame sviluppa una migliore attività visiva, quello del multitasker ha invece più difficoltà a concentrarsi, non riesce a distinguere le informazioni irrilevanti da quelle rivelanti ed è anche più stressato. Una porzione del cervello agisce infatti come torre di controllo e ci aiuta a concentrarci e a stabilire delle priorità, mentre parti più primitive, le stesse che elaborano visioni e suoni, le chiedono di distogliere l’attenzione ogni volta che vengono stimolate, bombardandola incessantemente. “La parte più spaventosa è che non ci si riesce a sbarazzare delle proprie tendenze multitasking neppure quando non si fa multitasking”, ha spiegato Nass, l’incapacità di concentrarsi persisterebbe cioè anche a computer spento. Solo i cosiddetti supertasker riescono a gestire efficacemente i molteplici flussi d’informazione quotidiana, ma rappresentano meno del 3 % della popolazione. . “Stiamo esponendo i nostri cervelli a nuovi ambienti e chiedendo loro di fare cose per le quali non sono necessariamente evoluti.” Aggiunge Adam Gazzaley, direttore del Centro immagini per la neuroscienza presso l’Università della California. “Sappiamo che ci sono delle conseguenze”.

Noi ovviamente non siamo degli esperti, ma personalmente trovo che questi allarmismi manchino di prospettiva storica, in quanto pochi decenni, in un percorso evolutivo, non rappresentano che un attimo insignificante. L’evoluzione del resto mi pare aver invece ampiamente dimostrato che l’essere umano si evolve proprio nell’interazione con gli strumenti che è in grado di sviluppare e che questi incidano a loro volta sulla sua struttura mentale, cambiandolo, ma non certo nel giro di qualche decennio, semmai in centinaia e migliaia di anni. Siamo appena agli inizi dunque, ed è normale che nel lunghissimo periodo di adattamento ed evoluzione che ci attende come specie, molti singoli individui manifestino inadeguatezza alla nuova situazione: saranno semmai i pronipoti e i pronipoti dei pronipoti, a mostrare eventualmente nuove capacità mentali che la biologia fornirà loro per agire più efficacemente col nuovo strumento.

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4 Commenti

  1. Matteo92

    La tecnologia ci evolve davvero?

    -> no.

  2. way

    La teconolgia è un mezzo che può essere usato bene o meno bene.
    Negli ultimi tempi, troppo spesso tecnologia è utilizzata da intransigenti fascisti ottusi,
    per il controllo e il dominio del mondo elettronico,
    Videosorveglianza, Body scan, Intercettazioni, Database di tutta la tua vita privata, ecc. ecc.
    In aeroporto si fanno oltre mille bodyscan al giorno assolutamente inutili.
    Dal medico invece non c’è neanche un ecografia,
    Se gli studi medici facessero 1000 bodyscan al giorno, salverebbero molte più vite,
    degli inutili controlli aeroportuali.

  3. marco1928

    sono daccordo con il commento finale alla notizia sinceramente, se fossimo capaci di evolverci nell’arco di 100 anni a quest’ora chissà quali cose fantascieentifiche saremmo stati in grado di fare, l’evoluzione richiede millenni

  4. ENGINE

    “”Ad esempio un team di ricercatori della Stanford University”"

    Chi li paga questi ?
    A chi serve una “ricerca” di questo tipo ?
    Qual’e’ il fine ?

    meditate.

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