Hyper CD: fino a 1 PB di dati?

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

In epoca di Internet la mole di dati in transito sui PC è aumentata a dismisura e così, di pari passo, sono dovute aumentare anche le capacità di storage. Solo 10 anni fa il taglio di HDD più diffuso era da 20 GB, ora siamo arrivati al Terabyte di dati. Ma questi dati non vanno solo stipati in locale, vanno anche trasportati. Divenuti obsoleti già molto più di 10 anni fa, i floppy sono stati sostituiti dai CD prima e dai DVD poi, ma anche i 650 MB del primo o i 4.5 GB del secondo sono divenuti presto insufficienti ed ecco diffondersi le penne USB con tagli da 2, 4, 8, 16 e 32 GB, ma parliamo sempre di inezie rispetto alla quantità di dati disponibili in locale o su Internet. Ecco allora che un’oscura azienda rumena annuncia la panacea: avrebbe sviluppato una tecnologia che permetterebbe di conservare fino a 1 Petabyte di dati su un singolo supporto digitale. Ma serve un partner commerciale.

1 Petabyte equivale a 1024 terabyte, grossomodo. Una quantità enorme di dati, attualmente di gran lunga superiore a qualsiasi quantità immagazzinabile in un singolo PC e pari alle esigenze di grandissimi archivi digitali nazionali. Ebbene, a detta di Eugen Pavel, scienziato rumeno e fondatore dell’azienda Storex, una simile mole di dati potrebbe essere contenuta su un unico supporto digitale, non troppo differente dagli attuali CD/DVD e quindi poco costoso in quanto ottenibile modificando di poco l’attuale produzione.

Hyper CD (questo il nome del prodotto) sarebbe infatti una memoria ottica che utilizza una struttura di archiviazione basata su layer virtuali, creati grazie al controllo dell’intensità luminosa di certi materiali fluorescenti. La registrazione dei dati può avvenire grazie all’uso di diodi laser che scrivono su dischi in vetro fluorescente fotosensibile o in vetroceramica. Tali tecniche, nonché la produzione di materiali fluorescenti fotosensibili in vetro o vetroceramica, sono coperti da tre brevetti che Storex ha registrato negli Stati Uniti, ma l’azienda sostiene che le differenze con gli attuali supporti non sono abissali, affermando quindi che un eventuale Hyper Drive sarebbe retrocompatibile e in grado dil eggere sia CD che DVD.

L’unico problema è, al solito, trovare un partner commerciale interessato all’operazione, cosa più facile a dirsi che a farsi: negli ultimi 10 anni infatti Storex non è la prima azienda a sostenere di aver sviluppato tecnologie per aumentare la capienza dei supporti digitali, ma nessuna è mai riuscita ad arrivare in porto, proprio a causa della mancanza di investitori. Speriamo quindi che anche a Storex e al suo PB di dati su un unico CD non tocchi lo stesso destino.

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Un commento

  1. Cippalippa

    Lo compro io.. quanto fa?! LOL!

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