3D, che mal di testa

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

3D, croce e delizia dell’anno 2010, per quanto riguarda le innovazioni maggiori nel campo dell’ICT. Questo infatti è l’anno in cui tale tecnologia sta per fare il salto definitivo e divenire di massa. Abbiamo iniziato al cinema, dove ormai sono sempre più i film realizzati con questa tecnologia, godibili attraverso l’uso di appositi occhiali, ma già stanno per uscire le prime TV casalinghe basate su tale tecnologia e tutti i maggiori produttori di schede video e console si sono detti interessati, prima tra tutte Nintendo, che con la sua console portatile 3DS si è lanciata sul mercato. Ma a ogni nuova tecnologia possono accompagnarsi dei problemi, così la stessa Nintendo ha finanziato alcuni studi al riguardo e i risultati non sono incoraggianti.

Dallo studio commissionato risulterebbe infatti che essere soggetti alla visione 3D per molte ore di seguito può procurare mal di testa, in quanto il cervello non ama particolarmente le illusioni ottiche per tempi prolungati. La cosa in realtà sembrerebbe risaputa e non certo bisognosa di studi scientifici approfonditi, come sa chiunque sia andato al cinema. Ma il problema infatti non sembra essere la tecnologia in sé, quanto i tempi di esposizione.

Se infatti al cinema la cosa si sta risolvendo grazie a occhiali più evoluti e a tempi di esposizione comunque non troppo lunghi (solitamente sotto le tre ore), per TV e console potrebbe essere differente. È facile infatti, con questi due dispositivi, superare le tre ore di uso, soprattutto per le generazioni più giovani e proprio a loro potrebbero insorgere i maggiori problemi, visto che l’apparato ottico non sarebbe ancora del tutto sviluppato e quindi più sensibile a disturbi e problemi.

Nintendo quindi si è vista costretta a frenare gli entusiasmi per la sua console portatile 3D, che oltre ad essere la prima non necessita nemmeno di dispositivi esterni, e a consigliarne invece un uso moderato, addirittura sconsigliandone l’uso per i bambini al di sotto dei sette anni.

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3 Commenti

  1. Floppy

    premetto che sono un fanboy Nintendo (il disclaimer ci vuole sempre!)
    La trattazione viene fatta in modo un po’ modaiolo se mi permettete. Cinema, tv e 3DS realizzano l’illusione della profondita’ con 3 metodi strutturalmente e tecnologicamente molto diversi tra loro (nel caso del cinema tra l’altro se non erro ci sono almeno 2 diversi tipi di schermo e tre diversi tipi di occhiali).
    Quella che sicuramente risulta fastidiosa e’ quella attuata dai televisori che adottano la tecnologia “active shutter” dove alternativamente viene oscurata una o l’altra lente dell’occhiale mentre a schermo viene presentato altrettanto alternativamente il fotogramma per un occhio o per l’altro. Faccio presente tra l’altro che pare che la gente si sia dimenticata che questa tecnologia fu introdotta (e penso anche inventata) dalla nVidia gia’ circa 2 o 3 anni fa, e (nonostante sia un fanboy ATi) mi da abbastanza fastidio non si dia mai credito ai loro sforzi e ricerche in quel settore. Per essere brevi: il pioniere che ha davvero avuto una bella idea non e’ Avatar, ma nVidia.
    Quella dei cinema si avvale di occhialini con lenti polarizzate, che rifrangono la luce (dello schermo) in modo diverso su ciascun occhio, fornendo contemporaneamente ai due occhi due immagini diverse (niente lenti che “lampeggiano” in faccia come la tecnologia active shutter quindi).
    La tecnologia del 3DS e’ ancora diversa, lo schermo visualizza a righe alternate una di fianco l’altra e contemporaneamente nello stesso fotogramma, 1 riga per un occhio, 1 riga per un altro, e cosi’ via. Sfruttando il principio ottico della parallasse causato dalla particolare superficie della lente dello schermo, si riesce ad indirizzare ad ogni occhio solo le informazioni che deve vedere, inibendo contemporaneamente all’altro di osservare quello che non deve vedere.
    Pregi molti rispetto le tecnologie concorrenti, niente occhiali (dagli economici a lenti polarizzate ai costosissimi active shutter) e possibilita’ di passare dal 2d al 3d semplicemente usando un tasto (che modificando i parametri di parallasse puo’ spostare la visualizzazione dalla resa massima di profondita’ fino a neutralizzare completamente l’effetto e rendendola di fatto una immagine priva di profondita’). Tra l’altro l’idea alla base del 3DS (che usa schermi e tecnologie Sharp per la realizzazione dell’illusione stereoscopica) e’ nata come naturale evoluzione (e voglia di riscossa anche) del fallimento che fu il Virtual Boy nel 1995 circa (console portatile nelle chiacchiere ma ti serviva un tavolo per poggiarla… ) che utilizzava schermi lcd a segmenti, inclinati tra loro e contemporaneamente davanti entrambi gli occhi per fare qualcosa che ahime’ faceva solo ridere e non poteva essere definita reale illusione stereoscopica.

    Tolto questo misero excursus tecnico la cosa che mi fa storcere il naso sono la mancanza di riferimenti/fonti alle dichiarazioni nintendo: sto seguendo molto da vicino l’evolversi delle dichiarazioni sulle tecnologie del 3DS e ne’ Iwata, ne’ il gorilla Fills Aime ne’ chicchessia ha rilasciato interviste/comunicati in merito a questi presunti fastidi derivanti dalla visione stereoscopica sul 3DS…
    Poi stiamo parlando della Nintendo che prima di tirare fuori una tecnologia se la tengono per bene in caldo anche anni mentre la affinano e la rendono pronta per il mercato… lo sviluppo del 3DS stesso e’ iniziato poco dopo allo sviluppo del Gamecube (console commercializzata nel 2001 e che ha avuto almeno un paio di anni di concepimento, quindi si parla di 1999) questa cosa del 3DS in sviluppo/progetto dai tempi del gamecube e’ stata affermata da Shigeru Miyamoto proprio in occasione dell’E3 conclusosi qualche giorno fa (basta cercare una qualsiasi intervista e la cosa esce fuori).
    [scusate ho scritto un tema, di nuovo]

  2. Alessandro Crea

    Mi spiace, ma al di là della tua sensibilità offesa di fan boy, Nintendo sta davvero portando avanti degli studi sugli effetti collaterali del 3D, basta fare una ricerca online.
    Inoltre, al di là delle differenze tecniche nel 3D da te indicate, qui il problema è percettivo: non ha importanza come si ottenga l’effetto tridimensionale, il punto centrale del problema è che l’esposizione prolungata a immagini di questo genere provoca stati di malore e confusione, perchè è proprio il cervello umano ad avere problemi di interpretazione di quel tipo di immagini. Al cinema non ci stai solitamente epr più di due ore e non certo tutti i giorni, ma giocare diverse ore al giorno tutti i giorni con una console può avere effetti collaterali maggiori se si guardano immagini tridimensionali, è un dato di fatto.

  3. Floppy

    Ti ringrazio della comprensione! Anche se l’articolo non aveva minimamente intaccato la mia sensibilita’, non vorrei al contrario che avesse infastidito te…
    Cmq ora cerco un po’ in giro, degli effetti collaterali del 3D se ne parla spesso, ma poi alla fine si parla sempre di casi sporadici, cosi’ come per i problemi derivanti da luci intermittenti e tutto il resto relativo a eventuali collegamenti all’epilessia: solo un piccolo numero di utenti manifesta il problema e non tutti ne risentono e/o sono predisposti a questi fastidi.

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