Tyrannybook: quando il social network è impegnato

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Siete stanchi di partecipare ai social network solo per commentare le foto dei vostri amici o postare frasi a effetto per il vostro stato o ancora far sapere al mondo che avete appena finito di fare colazione? Siete tra i pochi rimasti ai quali non dispiacerebbe un po’ più di impegno, non specificamente politico, ma almeno sociale? Bene, sappiate che non esistono solo Facebook e Twitter, i social network possono essere una grande risorsa di condivisione e consapevolezza sociale e così una sezione di Amnesty International e un’agenzia di PR hanno deciso di provare a creare qualcosa basato sui noti meccanismi ma di qualche utilità: si chiama Tyrannybook e serve per condividere e diffondere la conoscenza sugli orrori e le storture delle dittature mondiali.

“Effettua il login in Tyrannybook e segui le azioni dei leader mondiali che non hanno rispetto per i diritti umani nei propri territori.” Così recita la home page di Tyrannybook, look identico al più famoso cugino in blu, ma qui virato significativamente al rosso. Ad avere l’idea sono stati i dirigenti di Amnistia Internacional, filiale portoghese di Amnesty International, e l’agenzia di Pr Leo Burnett, che hanno pensato di utilizzare per una volta il passaparola e i meccanismi di commento e verifica, propri delle reti sociali, non per scoprire dove si terrà il prossimo party di quartiere ma per diffondere la consapevolezza di atrocità e nefandezze che accadono quotidianamente nel mondo e che, purtroppo, spesso non sono documentate dai media tradizionali, bloccati dagli interessi e dai veti incrociati degli editori e delle lobby che vi stanno dietro.

Una volta ultimata la registrazione, si accede alla propria bacheca e si possono seguire gli aggiornamenti sulle ultime violazioni dei diritti umani, commentarli e anche condividere la notizia su altri social network più popolari, come Facebook e Twitter. Dal menù superiore, invece si può accedere alle schede biografiche dei tiranni e ai profili degli “alleati”, che sostituiscono la lista classica degli amici. Per il momento sono presenti dieci schede su altrettanti personaggi, dal cinese Hu Jintau all’iraniano Ahmadinejad, dal serbo Karadzic al bielorusso Lukashenko al ceceno Kadyrov, a Robert Mugabe dello Zimbawe e Kim Jong Il della Corea del Nord, ma Amnesty ha già annunciato che altri ne verranno aggiunti a breve. Il profilo di ciascuno è corredato di una breve scheda biografica, di alcune immagini e di un flusso di aggiornamenti sulle ultime attività.

“Grazie a Tyranny Book speriamo di ottenere un maggiore appoggio alle campagne che promuoviamo e indurre le persone ad approfondire l’argomento dei diritti umani”, affermano ad Amnesty. Noi speriamo che, per una volta, anche i giovani si dimostrino più sensibili e meno cinicamente interessati solo al divertimento, come invece dimostrano spesso di essere, e scoprano che una rete sociale è una grande innovazione con un enorme potere mediatico e culturale e può essere molto, molto più utile che condividere foto e filmati umoristici.

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Un commento

  1. Petra S.

    ho scoperto questo interessante sito tramite tv

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