Polemiche sui test di Telecom su connessioni a due velocità

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Telecom Italia ha deciso di avviare delle sperimentazioni sul cosiddetto network management: proverà cioè a monitorare le connessioni e, in base al tipo di uso che se ne fa, a regolarne di conseguenza la velocità consentita. Se si usano programmi di P2P, che consumano molta banda, la loro velocità sarà limitata, favorendo le operazioni in tempo reale, come navigare o scaricare mail. La sperimentazione durerà sei mesi e riguarderà soltanto alcune città italiane; Telecom annuncia che solo dopo la sperimentazione deciderà se e come applicare i provvedimenti, ma intanto la polemica monta già e fioccano accuse sia dagli altri provider che dal Garante per le telecomunicazioni.

“È la prima volta che lo facciamo. Solo sulla base dei risultati decideremo se e come procedere. Abbiamo avvisato della sperimentazione il ministero dello Sviluppo Economico”, fanno sapere da Telecom Italia. Il problema è che non hanno avvisato gli altri provider, né il Garante delle telecomunicazioni. L’AIIP infatti, l’associazione che raccoglie i principali provider italiani, ha avvisato l’AGCOM diffidando Telecom dal proseguire la sperimentazione: in sostanza richiede maggiori informazioni su come questa funzionerà, temendo che possa danneggiare la concorrenza e violare la privacy degli utenti.

Tutto ciò rientra nel grande dibattito di questi ultimi mesi sul concetto di Net Neutrality. Finora i provider hanno sempre trattato i dati in transito sulle proprie reti in maniera paritaria ma, negli ultimi anni, un po’ in tutto il mondo si sente la voglia di cambiare le carte in tavola. Gli ISP dicono che serve a gestire al meglio la Rete e a garantire il servizio a tutti, ma la verità è diversa: la banda disponibile non è infinita e se alcuni clienti ne occupano gran parte per via dell’uso di programmi di P2P ai provider ne resta poca per proporre i propri servizi a pagamento. Attenzione quindi: non si toglie banda agli altri utenti, ma solo alle iniziative commerciali dei provider stessi. Peccato che, fino a prova contraria, se si sottoscrive un abbonamento per tot megabit al secondo, chi paga dovrebbe avere il diritto di farci ciò che vuole e non ciò che preferirebbe il provider; se poi l’uso che se ne fa sia illegale andrebbe discusso in altre sedi, il provider intasca i soldi ed eroga un servizio e questo servizio dev’essere uguale per tutti quelli che pagano, punto.

gli operatori invece, in questo modo, arriverebbero ad assumere un grande potere su quello che passa sulla propria rete, potendo addirittura alterare gli equilibri e le economie di Internet, senza contare che anche la privacy degli utenti sarebbe in gioco, perché gli operatori dovrebbero analizzarne attivamente il traffico per accelerare o rallentare alcune applicazioni. Non a caso, infatti, proprio per scongiurare tutti questi problemi negli USA la Federal Communications Commission sta provando a vietare qualunque tipo di violazione della neutralità della rete, anzi a questo scopo, starebbe addirittura per cambiare le leggi alla base della regolamentazione dei servizi banda larga negli Usa, come anticipato oggi dal Wall Street Journal. Anche l’AGCOM è sul chi va là, tanto che ha raccolto la diffida di AIIP in pochi giorni, mandando a Telecom una lettera in cui si chiede un chiarimento in tutta fretta. Telecom “è invitata a fornire sollecitamente i necessari chiarimenti a riguardo, al fine di consentire gli approfondimenti e le valutazioni di competenza”, si legge nella lettera, che si chiude con “in attesa di un vostro puntuale e tempestivo riscontro”. Non resta quindi anche a noi che attendere gli sviluppi dell’inattesa vicenda, al fianco dell’AGCOM.

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2 Commenti

  1. movi

    il garante è parte dello stato, telecocozze alias sip era parte dello stato,
    cioè lo stato che controlla sè stesso, si faccia una domanda e si dia una risposta.
    (Gustavo la Satira)

  2. salvatopo

    Dici bene, Telecom ERA di stato e poi è stata regalata ai privati, invece di VENDERLA.
    Risultato: possono fare tutto ciò che vogliono perchè sono così grossi che nessuno ha il potere di fermarli: basta vedere il “caso” Fastweb.
    Tornando IT, se si decide di filtrare la banda per favorire i contenuti a pagamento, la connettività di base dovrebbe essere fornita e garantita gratuitamente.

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