Le molecole che mimeranno il cervello

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Mimare il cervello umano pare ultimamente essere una vera ossessione tecnologica: diversi team in tutto il mondo stanno lavorando per ottenere lo stesso risultato per molte vie differenti; il concetto è riuscire a replicare la struttura neurone/sinapsi del cervello (non solo umano, diciamo dei mammiferi in generale) e per una buona ragione, ossia perché è un sistema altamente parallelo, che permetterebbe quindi una velocità di calcolo molto elevata, permettendo così alla tecnologia attuale di fare un notevole balzo in avanti.

C’è chi tenta di mimare la struttura neurone/sinapsi via hardware, chi via software, chi tenta altre strade ancora, come i computer quantici etc. ciò che accomuna tutti è la parola d’ordine: riuscire a mimare il funzionamento del cervello di un mammifero. Ma perché tutto questo interesse per il cervello e la sua struttura se i computer moderni sono molto più veloci dei neuroni, essedo capaci di elaborare 10 alla tredicesima istruzioni al secondo contro “appena” 10 alla terza, caratteristica invece del cervello umano? La differenza fondamentale sta nell’architettura interna: sostanzialmente sequenziale per i processori basati su silicio e invece massicciamente parallela e con la capacità di processare più istruzioni contemporaneamente, per i neuroni del cervello. Una struttura del genere quindi presenta chiaramente un vantaggio intrinseco rispetto alle architetture sequenziali ed è questo ciò che realmente interessa i ricercatori di tutto il mondo.

Ora un team internazionale, formato da ricercatori statunitensi e giapponesi, starebbe lavorando su switch formati da uno strato molecolare di composto organico che, secondo loro, sarebbe in grado di “interagire simultaneamente per eseguire una serie di task computazionali, inclusa la logica digitale convenzionale, il calcolo dei diagrammi di Voronoi, e la simulazione di fenomeni naturali come la diffusione del calore e la crescita del cancro”. Il funzionamento del monolayer organico impiegato dal gruppo di ricerca non è statico, e oltre a far lavorare di concerto gli switch è in grado di sopperire all’eventuale morte di uno o più neuroni, riorganizzando il carico di lavoro in maniera dinamica.

I ricercatori appaiono molto ottimisti visti i primi, incoraggianti risultati e, se lo studio dovesse avere il successo sperato, nuovi scenari si aprirebbero per il futuro della computazione e oltretutto in futuro, chissà, potrebbe anche divenire possibile impiantare questi strati molecolari in esseri umani, ad esempio per sopperire a gravi danni cerebrali in seguito a traumi e incidenti, vista la natura organica dello strato molecolare.

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Un commento

  1. spalanca

    che figata! prima o poi avremo pc che andranno in BSOD perchè hanno il mal di testa! ma niente paura, c’è gia la patch per risolvere questo problema: al posto del reagente UV nella vaschetta basterà sciogliere 2 pastiglie di moment e il gioco è fatto! :D

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