La Storia passerà per i Social Network?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

E’ di oggi la notizia che la prestigiosa Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti D’America ha deciso di acquisire e conservare l’intero database dei “tweet” pubblici pubblicati a partire dal 2006, ossia i messaggi di micro-blogging postati sul famoso Social Network Twitter: un’occasione per riflettere sul rapporto tra Internet e la cultura contemporanea.

La Library of Congress è una delle più grandi e prestigiose istituzioni bibliotecarie del mondo; al suo interno ci sono cose come la prima Bibbia di Guttemberg, la Dichiarazione d’Indipendenza americana, la collezione privata dei libri di Thomas Jefferson, gli appunti personali di George Washington, mappe e spartiti musicali storici, 1 milione di pubblicazioni del Governo degli Stati Uniti e altri 58 milioni di manoscritti e ora ci sarà anche l’intero database di uno dei più famosi Social Network mondiali: Twitter. Ci saranno quindi il primo “tweet” della storia, del co-fondatore del sito Jack Dorsey, che recitava semplicemente “Just setting up my twttr” e il messaggio postato il giorno delle elezioni da Barack Obama, affiancati da tutta la mole di messaggi pubblici pubblicati dal 2006 in poi, cosa che consacra quindi Internet, o almeno uno dei suoi aspetti, come preziosa fonte di testimonianze storiche, un pezzo di memoria imprescindibile dei nostri tempi.

La cosa è molto interessante e significativa poiché nel pieno della postmodernità che viviamo, finita l’epoca delle grandi meta narrazioni omogenee (la Storia e la Letteratura), che pretendevano di racchiudere un punto di vista oggettivo sui processi sociali e culturali in un unico testo, è stata prima la TV e quindi Internet a prenderne il posto. Non più una narrazione omogenea e monolitica, ma un infinito puzzle di frammenti e voci contrastanti, attraverso cui navigare a vista per costruire il proprio percorso, scindendo, con molta difficoltà a dire il vero, tra ciò che è interessante e ciò che è solo rumore di fondo.

Insomma, con l’avvento di Internet pare proprio che per comprendere il nostro mondo così eterogeneo, multiculturale e frammentato, non basteranno più i documenti ufficiali, ma bisognerà sempre più analizzare il flusso di dati che ogni singolo utente produce giornalmente e questo è esattamente quanto ha deciso di fare la Biblioteca del Congresso, consegnando un primo, sostanzioso contributo di materiale di studio ai futuri ricercatori che vorranno, un giorno, capire questi nostri tempi complessi.

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