Il supercomputer avrà un cervello da gatto

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

All’Università del Michigan stanno lavorando alla realizzazione di un supercomputer innovativo, che abbia capacità superiori a quelli attuali. In realtà in giro per il mondo di team che stanno lavorando con lo stesso obiettivo ce ne sono molti e ognuno, a suo modo, ha scelto una strada per tentare di mimare una rete neurale, che sarebbe l’unico modo per ottenere prestazioni davvero straordinarie. C’è chi sta ricostruendo una porzione del cervello di un topo, chi lavora via software, chi sull’hardware, ma all’Università del Michigan hanno deciso di realizzare qualcosa che somigli al modo di funzionare del cervello dei gatti.

Già, a quanto pare il ricercatore Wei Lu, del dipartimento di Ingegneria elettrica e scienza informatica, ha avviato tale progetto, realizzando per prima cosa un memristor, ossia un elemento circuitale capace di “ricordare” lo stato elettrico e rappresentarlo attraverso segnali analogici. Secondo il suo studio pubblicato sulla rivista Nano Letters, il dispositivo sarà in grado di collegare tra loro i circuiti tradizionali attraverso un meccanismo identico a quello dei processi di memoria e riconoscimento dei sistemi biologici. “Stiamo costruendo un computer nello stesso modo in cui la natura crea un cervello”, ha spiegato Lu, “ma utilizzando un paradigma completamente diverso da quelli usati finora nei computer tradizionali. Il cervello del gatto è un obiettivo realistico, perché strutturato in modo molto più semplice rispetto a quello umano e al tempo stesso dotato di capacità eccezionali”.

Secondo i ricercatori la superiorità del cervello dei felini rispetto ai computer tradizionali consiste nella capacità del suo cervello di lavorare in maniera coordinata: mentre infatti in un PC convenzionale solo pochi elementi sono connessi tra loro, facendolo procedere in maniera lineare, il cervello dei felini lavora “in cooperazione”. Il passo successivo, afferma infatti Lu, è quello di riuscire a unire centinaia di memristor ad altri circuiti tradizionali, in quanto due circuiti uniti da un memristor funzionano grossomodo come due neuroni uniti da una sinapsi: unendone quindi centinaia si avrà una struttura di tipo cerebrale, in grado non solo di svolgere diverse operazioni al tempo stesso, ma di mettere assieme il tutto, attraverso meccanismi di comparazione ad esempio, ma non solo, come fa un cervello normale.

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Un commento

  1. ENGINE

    Basta che non si mettano ad aprire il cervello di gatti veri per fare comparazioni magari….

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