Il Floppy va in pensione, finisce un’era

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Nel mondo tecnologico, si sa, tutto ha una fine, solitamente anche piuttosto breve; nel giro di sei mesi, al massimo un anno, qualsiasi componente del nostro computer è da ritenersi ormai obsoleto e suscettibile di upgrade, ma questo non accade sempre e non per tutti i componenti. I supporti per le memorie si sono evoluti molto più lentamente e si sostituiscono di rado:gli HDD ci sono da sempre e solo ultimamente si stanno diffondendo i nuovi SSD, le periferiche ottiche si fermano tuttora a CD e DVD, nonostante da alcuni anni ci siano sul mercato i Blu-Ray e così via. Per chi ha più di 30 anni il Floppy Disk è stato compagno di tante ore di lavoro e svago sui PC degli anni 80/90, ma ormai è giunto anche per lui il momento del pensionamento.

Sony smetterà di produrre i mitici Floppy Disk, cosa che, detta dall’azienda che tutt’ora detiene il 70 % di quel mercato, equivale a decretarne ufficialmente la morte. Certo, in realtà il Floppy è morto già da diversi anni, prima a favore delle periferiche esterne Zip (praticamente morte anch’esse), poi a favore di CD e DVD prima e di HDD esterni e soprattutto chiavette USB dopo e ormai non si trova più su alcun portatile né preassemblato, ma di fatto Sony ne vendeva ancora diversi milioni nel mondo, anche se le vendite ultimamente erano crollate da 47 milioni di unità a meno della metà, cosa che ha portato la società nipponica a deciderne definitivamente la sospensione della produzione.

Finisce dunque così ufficialmente un’era dell’informatica iniziata nel lontano 1981, quando su un Floppy Disk trovavano posto interi sistemi operativi e videogiochi e furono anche i primi vettori di virus, quando ancora Internet era uno strumento per pochissimi eletti. Già alle soglie del nuovo millennio comunque, il Floppy iniziava a essere inadeguato allo scopo di supporto mobile di dati ed Apple per prima lo abbandonò, non integrandolo più sui propri sistemi, seguita a ruota, nel corso degli anni, da tutti i più grandi produttori di PC preassemblati, ma nel mercato OEM i singoli componenti erano ancora reperibili e, appunto, fino a qualche anno fa, discretamente venduti.

Addio dunque al buon vecchio Floppy, un’altra illustre vittima dell’accelerazione delle prestazioni che l’industria hardware e software ha sempre più imposto al mercato nell’ultimo decennio, anche se c’è da chiedersi quanto necessaria sia stata questa scelta per quelli che sono i task reali dell’utenza media e quanto invece non sia che mero calcolo commerciale per mantenere sempre vivi e vitali i consumi in questo settore del mercato.

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