Il computer saprà cosa pensiamo

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Analizzare le parole che si stanno pensando, senza bisogno di pronunciarle, e riconoscerle, per eseguire poi i comandi. Sembra un dispositivo futuristico di qualche film o libro di fantascienza e invece no, appartiene al presente: Intel infatti ha da poco presentato al pubblico un sistema in grado di analizzare l’attività cerebrale individuando le parole che una persona sta immaginando e che, in futuro, dovrebbe permettere di comandare dispositivi elettronici senza usare le mani.

Leggere il pensiero non sarà più soltanto un’attività fittizia di presunti maghi e indovini, ma una realtà tecnologica concreta: il software presentato da Intel infatti è in grado di indovinare con estrema accuratezza cosa una persona sta pensando, tramite l’analisi della sua attività cerebrale. La dimostrazione è stata fatta per la prima volta al Tech Heaven di New York. La tecnologia è ovviamente ancora in fase di sviluppo, ma le potenzialità, com’è facilmente intuibile sono enormi e promettono di aprire scenari rivoluzionari tanto nell’informatica di consumo che nell’assistenza alle persone affette da gravi handicap fisici.

Attualmente il sistema funziona poggiandosi alla struttura che si usa per effettuare le risonanze magnetiche, in quanto il software deve mappare le aree del cervello connesse alle parole, in una sorta di apprendimento sulla falsariga di quanto avviene attualmente per i programmi che traducono la voce in comandi o testi. I limiti maggiori sono quindi attualmente legati all’ingombro e al costo dei macchinari necessari per la risonanza magnetica, ma secondo Dean Pomerleau, ricercatore dei laboratori Intel, i progressi nel settore permetteranno in un futuro prossimo di far entrare tutto il necessario nell’ingombro di un cappello. Inoltre il software è per il momento in grado di riconoscere soltanto nomi di persone o oggetti, sarà quindi necessario svilupparlo in modo che possa riconoscere anche parole riferite a concetti astratti.

La ricerca va quindi avanti e un domani potrebbe essere possibile fare a meno non solo di mouse e tastiera, ma anche dei touch screen o dei comandi vocali, anche se immaginiamo per questa tecnologia un futuro più facilmente identificabile in campo sanitario e di assistenza a persone affette da invalidità e menomazioni fisiche gravi che non per l’elettronica di consumo, dove non è indispensabile potersi interfacciare con il PC in questa maniera.

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