Duro colpo per la Net Neutrality negli USA

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Dagli USA arriva una sentenza della Corte di Appello federale riguardo al concetto di Net Neutrality che è si negativo per i suoi difensori, ma che rischia di esserlo ancora di più per i suoi detrattori.

Duro colpo quello subito dal concetto di Net Neutrality e dai suoi difensori e inferto dalla Corte di Appello federale. La neutralità della rete vorrebbe che gli ISP non possano controllare né manipolare in alcun modo, per proprio interesse economico, il traffico Internet, cosa che invece puntualmente molti provider cercano di fare: è ovvio infatti che la quantità di banda disponibile non sia infinita e che se l’utente che paga l’abbonamento consuma la banda per navigare su siti gratuiti, come i social network, al provider non rimane molto spazio per promuovere i propri contenuti a pagamento. Restringendo così la banda dedicata ad attività gratuite o anche illecite, come ad esempio lo scambio di file su reti P2P, gli ISP cercano di costringere gli utenti ad abbandonare tali servizi in favore dei propri, a pagamento.

Ora, la Corte di Appello ha stabilito che, nel 2008, la FCC (Federal Communications Commission) abusò della propria autorità quando comminò una multa al provider Comcast, reo di aver deliberatamente rallentato il traffico Internet per alcuni consumatori attraverso l’uso di tecnologie di tipo deep packet inspection.

Quella che però potrebbe sembrare a tutta prima una importante vittoria per i falchi che vorrebbero poter controllare a proprio piacimento e vantaggio il traffico Internet, rischia di rivelarsi una vittoria effimera, o addirittura trasformarsi in una sconfitta definitiva. L’FCC infatti potrebbe, in seguito alla sentenza, chiedere al Congresso, di emanare leggi più chiare in merito e potrebbe regolare più rigidamente la banda larga, in modo che, in futuro, non si possano ripresentare casi del genere: esattamente quello che gli ISP non vorrebbero accadesse e che noi invece, sempre dalla parte dei consumatori, ci auguriamo avvenga, non solo negli USA ma in tutto il mondo.

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