Facebook: ragazzo denuncia la madre per violazione della privacy

Web e Business     Autore: Redazione Aggiungi un commento

Con questa nuova vicenda che vede da vicino la gestione della privacy, il diritto-dovere di un genitore di controllare il figlio minorenne e il più grande social network del momento Facebook, si entra in un vespaio a cui possiamo assistere solo come pubblico visto che la vicenda si svolge in Arkansas.

Legge

Protagonista di questa storia è un ragazzo di 16 anni di nome Lane che, una volta scoperto che la madre Denise New era entrata  nel proprio profilo di Facebook, non ha esitato a denunciarla per violazione della privacy. Approfondendo la notizia si scopre che la donna aveva effettuato il login su Facebook con i dati del figlio (registrati) per errore, durante quella sessione di navigazione aveva potuto leggere alcuni messaggi lasciati in rete dal ragazzo, tra questi aveva appreso di alcune bravate adolescenziali, come quella di guidare un’auto a folle velocità di notte in seguito ad un litigio con la fidanzata.  Visto questo la madre ha cambiato la password di ingresso al social network, impedendo di fatto al figlio di effettuare nuovamente il login.

Questa vicenda ha alcuni risvolti che meritano qualche considerazione: se ci si mette nei panni di un genitore, magari apprensivo, è naturale giustificare la curiosità della madre del ragazzo con il diritto e dovere di controllarne il comportamento anche fuori dalle mura di casa, è eticamente e legalmente corretto che ciò avvenga vista la responsabilità legale del genitore sino al compimento della maggiore età del figlio. Il diritto alla privacy del minorenne però è altrettanto sacra, tale diritto è sancito nella maggioranza dei principali Paesi occidentali e gli USA non fanno eccezione, anzi. Ciò che lascia perplessi è la reazione tanto dura di Lane che, per quel poco che si conosce da ciò che riportano i giornali online, pare che abbia reagito in modo realmente esagerato verso il genitore arrivando addirittura a denunciare la madre. Questa reazione lascia intendere ad un rapporto probabilmente non idilliaco tra i due.

La sentenza avverrà il mese prossimo, sarà interessante conoscere il parere del giudice, vincerà il diritto alla privacy del minorenne o il diritto di genitore, portato avanti forse in modo maldestro ma assolutamente a fin di bene ?

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Un commento

  1. gianni

    a parte dar ragione alla madre visto che è minorenne, ma la privacy per molti aspetti è una buffonata che viene utilizzata a secondo a chi o per cosa fa comodo. Come tutte le cose andrebbe usato il buon senso.
    La faccio troppo facile lo so, ma partendo dal presupposto che se uno è a posto non ha nulla da nascondere, qualsiasi controllo non può che essere o meglio dovrebbe essere a tutela nostra, solo chi compie cose sbagliate dovrebbe temerle. Tanto se qualcuno vuole legalmente o meno viola la privacy di tutto e di tutti, vedi intercettazioni telefoniche, video/foto ricattatorie ecc.
    Se ci fosse, e c’è c’è, tranquilli, un grande fratello (usato poco e male), le persone per bene sarebbero solo tutelate sono i birbanti che vogliono la privacy.

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