Valve critica i DRM troppo restrittivi di Ubisoft & CO

Videogame e Console     Autore: Redazione Aggiungi un commento

I Game Developers Choice Awards hanno visto il manager di Valve, Gabe Newell, rilasciare alcune dichiarazioni sui sistemi di protezione utilizzati da alcune software house, questi sono ritenuti inadatti, da Newell, allo sviluppo del mercato dei videogiochi, avendo come conseguenze la contrazione delle vendite e il crearsi di scontento tra gli utenti.

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Newell non ha voluto fare il generico e ha direttamente nominato Ubisoft, criticando apertamente il sistema di protezione incluso in Assassin’s Creed II, sistema già criticato dalla comunità di utenti ed esperti del settore, come avevamo riportato in un articolo precedente.

Nel corso dell’evento, Newell è stato premiato con il Pionerr Award per le innovazioni della piattaforma Steam e il suo sistema di vendita, che è anch’esso protetto da DRM, ma, afferma il manager ‘il sistema di protezione di Steam è molto meno invasivo di quello di Ubisoft, Steam permette di giocare le campagne in modalità giocatore singolo anche restando off-line, mentre Assassin’s Creed II richiede una connessione costante, causando inconvenienti a molti utenti che ne sono privi’.

Il manager di Valve suggerisce, poi, di ripensare i sistemi di protezione, perchè così come sono attualmente non forniscono alcuna miglioria agli utenti, anzi, in casi estremi, causano frustrazioni e non ottengono gli obiettivi per cui vengono utilizzati. Ad esempio il sistema di Ubisoft non ha fatto altro che generare una serie di attacchi contro i server della software house, mentre un crack per Assassin’s Creed II è già in rete.

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2 Commenti

  1. rent

    I videogiochi sono un prodotto di intrattenimento ludico,
    quindi penso che le software house hanno tutto il diritto di proteggere
    il prodotto come meglio credono.
    magari, per abbassare i prezzi bisogna utilizzare la grande distribuzione.

  2. Alessandro

    Già, ognuno ha diritto di farsi male come meglio crede. Io parlo per me, ma non comprerei mai un gioco, foss’anche un opera d’arte, con restrizioni di questo tipo. Magari abbassando i prezzi molti sarebbero invogliati a comprare originale e non andare a cercare crack. Ma certi facili concetti evidentemente non entrano in certe zucche!

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